“Monsieurs Dames, les jeux sont faits. Rien ne va plus!”
La “grande sfida” varata in queste pagine i primi di giugno è conclusa. Qualcuno si chiederà. “ma com’è possibile? ci sono decine di netbook che devono ancora arrivare e già fai la classifica?”.
Ne arriveranno ancora a centinaia, ma di fatto ben pochi sono quelli arrivati al traguardo in tempi ragionevoli. Non possiamo certo tenere conto del vaporware in un settore in cui tutti sanno di dovere entrare e che quindi lo fanno a colpi di annunci.
Alcune considerazioni sono d’obbligo.
- L’Asus EEE PC 710 a 7″ è stato un apripista di grande valore, ma, com’era prevedibile presto superato.
- SI assiste ad un “allargarsi” delle prestazioni e quindi anche dei costi che finiscono per snaturare il progetto originale.
- La forte integrazione con sistemi operativi a shell è stata tradita dalla grande iniezione di sistemi Windows e dal tradimento di Linux e del digital divide ad opera innanzitutto della stessa Asus.
- Il trust con Windows ha imposto allargamenti senza senso, primo dei quali la misura imposta dell’hard disk a 160 giga, cui prevedibilmente seguirà l’estensione della RAM indispensabile per il prevedibile passaggio a qualche versione dedicata di Vista. E il trust con le compagnie telefoniche che anche se non hanno significativamente innalzato le vendite, hanno sicuramente fatto da grancasse costituendo la principale forma di advertising per questo tipo di prodotti.
- Il pasticcio processori ha creato delle aspettative decisamente sproporzionate nei confronti dell’Atom che si è invece rivelato un processore poco efficiente, tanto che Intel lo sta ritirando e non solo perché ci guadagna poco.
- Soprattutto nessuna casa ha veramente saputo creare qualcosa di veramente diverso da un notebook ristretto e nessuno ha saputo adattare veramente un sistema operativo adeguato a questi oggetti (neppure l’Ubuntu Remix ha finora saputo costituire una vera alternativa), perché nessuno investe seriamente o è attrezzato per farlo nel settore software.
- Anche sul lato hardware si è visto ben poco di coraggioso; soprattutto non si sono ancora viste (qualcuno l’ha annunciato) interfacce touch screen.
SI tratta di due macchine di cui non si è vista finora la versione Linux, in particolare per il Wind, mentre dell’Asus si conferma la superiore potenza energetica e di memorie, come pure i difetti, soprattutto la tastiera e il display, un po’ meno all’altezza del modello 1000. Ottimi per la portabilità.
Sicuramente l’unico 10″ che possa osare ancora di definirsi “NetBook” grazie alla leggerezza e alla sottigliezza. L’annunciata versione con Linux SUSE con un risparmio di 50€ in verità non si è vista. In rete e per le strade c’è una domanda di quest’oggetto di gran lunga superiore della sua disponibilità, al punto che è oggetto di notevole speculazione commerciale. I suoi limiti principali sono costituiti dalla scelta dei sistemi operativi – essenzialmente WindowsXP – e dalla prolungata assenza di accessori, almeno in Italia, prima fra tutti la batteria a 6 celle e poi la custodia. I principali vantaggi, la leggerezza, la luminosità dello schermo e soprattutto la confortevolezza della tastiera, di gran lunga la migliore fra tutte, in grado di consentirci ore di scrittura (batteria permettendo). Anche il prezzo è buono – a trovare quello giusto: quasi una cinquatina di euro in meno dell’analogo Asus.
In un confronto così serrato, L’Aspire One si distingue per il migliore compromesso fra portabilità, confort e potenza. Certo non sono comprensibili alcune scelte come la mancanza del Bluetooth (gli costava veramente poco!). Tuttavia la tastiera, pur essendo meno confortevole del Wind gli si avvicina molto e, considerando le dimensioni ridotte, ha del miracoloso. Lo schermo è ottimo, anche questo a LED e, seppure meno luminoso del Wind, fa un grand’effetto con la soluzione lucida. Ancora di più conta l’ingegnerizzazione dell’interfaccia del sistema operativo, veramente ben riuscita, specialmente nei servizi di file manager. Ottima l’idea di espandere il disco con uno slot per SD veloci (SHCD) che viene letto dal sistema come spazio disco. Discutibile forse la scelta di adottare la distro Linpus di Linux che non dispone di molti software importanti, da Skype a Abiword, anche se i programmi in dotazione sono molti di più, a patto solo di sapere dove mettere le mani per modificare l’interfaccia. Straordinaria la capacità di Acer di offrire tutto questo al prezzo più basso di 299 euro. In definitiva un NetBook di fattura solida ed elegante, potente, economico e molto portabile sia per dimensioni che per peso. Queste ultime sono le caratteristiche indispensabili per parlare veramente di NetBook.





