Agli inizi erano i Notebook. Quelli piccoli, da 11″ a 12″, costavano più cari, anche perché erano più curati e soprattutto se ne vendevano pochi.
Poi fu la volta dei NetBook, che costarono molto meno anche perché Asus per prima previde di venderne moltissimi. E la previsione si rivelò corretta, anche perché per la fine dell’anno nella sola Europa si stima che ne saranno venduti 4 milioni di esemplari per una copertura di mercato che solo oggi supera il 10%.
Questa quota non è però equamente distribuita, visto che le sole Asus e Acer possiedono l’80% del mercato europeo. Sui NetBook ci si stanno buttando un po’ tutti (l’ultimo annuncio di NEC), anche se all’inizio non ci aveva creduto quasi nessuno e ora pagano lo scotto del ritardo. Il mercato ora è saturo di modelli che all’apparenza sono molto, troppo simili fra di loro: tutti con le stesse porte e caratteristiche costruttive simili. A fare la differenza è più che altro il sistema operativo, anche se si assiste ad un complessivo ripiegamento su Windows. Ma, visto che le cose stanno così, a fare la differenza appare sempre più determinante la forza distributiva.
Il NetBook, più che il Notebook ha bisogno di essere visto e toccato e sono veramente pochi i modelli esposti nei negozi. Questo problema tocca particolarmente Dell che, come si sa, vende esclusivamente per corrispondenza.
La casa texana, stretta nelle maglie di una concorrenza difficile, prova a distinguersi differenziando la proposta. Lo fa con un rivolgimento che, pur sacrificando la portabilità, rappresenta una mossa indubbiamente intelligente.
Il ragionamento è più o meno questo: le case che hanno affermato il modello del NetBook hanno fatto tabula rasa dei criteri costruttivi dei Notebook. Hanno reingegnerizzato processi e materiali da zero fino ad arrivare alla soluzione ottimizzata.
Questo nuovo paradigma produttivo e di marketing è particolarmente prezioso, solo a saperlo utilizzare rinunciando agli schemi tradizionali.
In altre parole, Dell si domanda: che cosa succederebbe se utilizzassimo quello che abbiamo imparato producendo NetBook per trasformare il modo che abbiamo di produrre Notebook?
Da questa domanda nascerà probabilmente il primo Notebook netbook-like.
Ho già avuto modo di sostenere che le macchine a 10″ hanno delle dimensioni tali da poterle identificare come dei Notebook piccoli più che dei NetBook grandi.
Qui abbiamo a che fare addirittura con un 12″, ma non di quelli tradizionali: potremmo definirlo un Notebook 12 Light, l’Inspiron Mini 12″ – 1210. Light, oltre che nella dotazione che esclude parti meno “nomadi” come il lettore CD e un certo numero di porte ormai in disarmo come seriali o parallele, anche nel prezzo che non dovrebbe differire di molto dai modelli più piccoli, restando sotto i 400 euro.
Insomma una proposta simile – ma più ricca – a quella del MacBook Air. …tra un quarto e un settimo del prezzo di quello.
