Al Moscone Center di S. Francisco Apple ha presentato agli sviluppatori il futuro dell’interfaccia uomo macchina.
Un futuro che lascia enormi spazi per sviluppatori e produttori di hardware.
Un futuro che non comprende e non comprenderà imitazioni mignon di macchine portatili da lavoro, come legge i netbook, ma che ha come anima il touch screen, le reti, la distribuzione del software come opera intellettuale al pari delle canzoni, dei film o delle foto, invece che come oggetti industriali o di lavoro e che verosimilmente si estenderà in una gamma di prodotti che ci farà presto dimenticare il PC come lo conosciamo adesso, anche perché tutti imiteranno Cupertino, com’è sempre stato e come appare evidente nella telefonia.
E proprio il telefono è stato al centro del keynote di Paul Shiller, che pur senza riuscire a farci rimpiangere Steve Jobs, ha saputo dimostrare che Apple (pur con il suo creatore nel retroscena) proprio grazie a lui ha saputo diventare uno staff maturo in grado di cavalcare il metodo del pensiero divergente e dell’innovazione di qualità.

Sul nuovo iPhone 3GS avrete letto di tutto, ma troverete anche il mio resoconto su iTouch-O-Logy, mentre sui nuovi portatili e su Snow Leopard potete leggere su VadeMacum.