Il bello di One

Ne avevamo anticipato l’arrivo venturo fin dagli esordi dell’EEE PC e finalmente il subnotebook di Acer ha un volto e delle forme. Di buono c’è innanzitutto la chiarezza e la precisione della comunicazione dell’oggetto che non ha quasi pari negli altri mini-computer annunciati. Insomma di Aspire One di Acer, nonostante la sua messa in commercio non sia prevista prima di un mese, possiamo dire di sapere quasi tutto.

Dopo averli vivisezionati un po’ tutti, seppure solo sulla carta (l’opinione decisiva la si può avere solo quando li prenderemo in mano), vale decisamente la pena prendere in considerazione questo gioiellino di Acer andando decisamente al dunque e quindi evitando la messe dei dettagli tecnici per concentrarci su quanto c’è di bello in questo “Numero Uno”.

Come preambolo vale la pena di citare le presentazioni dei responsabili aziendali a partire da Antonello Fornara, product business director Emea notebook, desktop e server line di Acer che tiene a precisare come “il nostro prodotto non è assolutamente un notebook miniaturizzato né un ultramobile Pc, come invece hanno realizzato altri. Quello che proponiamo è un dispositivo che consente la connessione a Internet ovunque ci si trovi, in modo semplice e con le medesime funzionalità di un telefono cellulare. Si pone quindi in diretta competizione con gli smartphone e non con i notebook”. Una sequela di affermazioni discutibili. Anche “gli altri” – che poi può essere solo Asus – non hanno certo inteso produrre dei notebook con gli EEE PC, hanno talmente privilegiato la connettività da introdurre, non solo Wi-Fi, ma anche HSDPA e programmi orientati all’uso on line. Prosegue Federico Carozzi, country manager di Acer Italia “A fare la differenza tra i vari prodotti non è più la dotazione tecnologica. Oggi le caratteristiche di distinzione sono altre, come per esempio il design o la semplicità di utilizzo. E il nostro Aspire One, in virtù dell’interfaccia sviluppata nei nostri laboratori, è davvero semplicissimo da usare. Quando si compra un telefono cellulare nessuno chiede informazioni sul sistema operativo. Lo si compra perché piace l’interfaccia. Lo stesso dovrebbe accadere con l’Aspire One: si dovrebbe vendere come si fa con uno smartphone e non con un notebook. D’altra parte si tratta di un prodotto chiuso per la connessione e la navigazione in Internet”. E qui possiamo anche sposare le affermazioni, senza dimenticare che le 3 E dell’Asus sono altrettanti Easy e quindi la semplicità è stata da sempre la priorità per questo tipo di oggetti e che per vedere se Acer è riuscita a fare altrettanto bisognerebbe verificare come hanno carrozzato quel Linux Linpus Lite che fino a poco fa aveva un’interfaccia decisamente grezzo e grossolano. Ma poi occorre dire che questo tipo di prodotti non può accontentarsi di un browser o di un client di posta elettronica: occorrono word processor, spreadsheet, PIM, mappe mentali, programmi per la musica, le foto e anche la visione e l’elaborazione di filmati e immagini. Non devono certo essere applicazioni elaborate e laboriose, ma piuttosto pronte per l’uso. E infine è assurdo questo continuo richiamo agli smartphone: questi sono i figli del Quaderno Olivetti e non del Nokia Communicator!

Insomma non sono così sicuro che il management Acer abbia veramente interpretato bene quello che i loro ingegneri gli hanno messo in mano, ma neppure quello che hanno veramente fatto i concorrenti.

Sta’ di fatto che questo Aspire One è indubbiamente uno splendido risultato di progettazione e, passando sopra ai dettagli e alle parti più discutibili voglio parlare di quello che mi piace davvero di lui.

Come tutti i subnotebook in arrivo e in gran parte anche in quelli in commercio attualmente, ha tutte le sue cosine a posto. Come tutti ha 3 porte USB, prese fono e audio, connessioni per la rete Ethernet e per un monitor esterno, webcam e lettore di schede flash, Wi-Fi e Bluetooth.

In che cosa è competitivo sugli altri?

L’aspetto che indubbiamente amo di più è la tastiera: i tasti sono belli, larghi, ben sagomati con tutto quello che serve usare, e le sue misure sono fra le più generose, il 95% delle dimensioni di una tastiera estesa da desktop.

Anche il mouse è bello largo e sembra molto agevole nelle manovre orizzontali, anche se ritengo che le manovre che richiedono più spasso siano quelle verticali; discutibile è anche la soluzione volta a ridurre l’occupazione di spazio di mettere i pulsanti del trackpad sui fianchi laterali del tappeto: una posizione che ai più potrebbe risultare innaturale.

Splendida l’idea di introdurre l’LCD a Led, ottimo per la manutenzione (si estraggono le strisce da riparare) e per il rapporto fra consumi e velocità di risposta. Più discutibile è l’idea di usare schermi riflettenti che in dimensioni così ridotte potrebbero peggiorare i già precari problemi di visibilità, specie per chi non vede al meglio.

Un’altra gran bella idea è quella di introdurre uno slot apposito per utilizzare delle memorie flash stabili per aumentare lo spazio di archiviazione e migliorare in generale le prestazioni della macchina (potrebbe essere previsto un uso complementare alla RAM e per velocizzare la fase di avvio). Questa soluzione fa indubbiamente propendere per il modello di base, dei 5 disponibili (proprio in considerazione della superfluità di tanta potenza per una macchina di questo tipo pronuciata dallo stesso management Acer). Anche l’introduzione di un lettore di schede multi-standard, che pure potrebbe essere visto di poca utilità vista l’economicità e la diffusione del formato SD presente in tutte le altre, per scambiare i dati con diverse fotocamere e telefoni cellulari.

Infine è molto bello il design complessivo dell’One: compatto, robusto, ben disegnato e con tanti colori (blu, bianco, marrone e rosa). Importante, coraggiosa e intelligente la scelta di mantenersi sul piccolo formato, rinunciando al display a 10″ che, seppure può attirare per generosità di visione, rischia di portare l’oggetto al di là della portabilità assoluta consolidata dall’EEE PC 701 che si può inserire comodamente nei borselli e nei tasconi degli abiti (ad esempio nelle giacche da moto).

Insomma, l’Aspire One di Acer ha tutti i numeri per riuscire e chi scrive non può fare a meno di ammettere di desiderarne uno fra le mani al più presto.

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