Difficili rapporti

Restando fisso un parametro, quello del prezzo inferiore o prossimale ai 400 euro (cifra che lascia fuori un’infinità di prodotti, primo fra tutti il Macbook Air di Apple la cui versione con disco solido costa circa 7 volte più del corrispettivo modello di Acer, l’EEE PC 1000), la scelta di uno dei Netbook che stanno per arrivare nei negozi è una questione di rapporti. Delle proporzioni che sono spesso difficili da risolvere, ma che vanno considerate con attenzione nella definizione dell’acquisto.

Seguendo il principio Shumpeteriano secondo il quale “piccolo è bello” – a dispetto dei gusti famelici che sembrano dominare nel mondo dei sensi – i Minibook si distaccano dalla tendenza seguita per lo più senza successo nel settore dei notebook. Piccolo, sì, ma anche efficace, efficace ed efficiente! Se è vero, infatti che nelle scrivanie lo schermo grande sembra prevalere, è anche vero che questo avviene con un rapporto inverso rispetto agli elaboratori. Oggi i computer da scrivania più efficaci sono indubbiamente gli iMac: macchine in cui l’elaboratore è scomparso, fagocitato dentro uno snello schermo a 20 e 24 pollici. Asus, nel suo assalto al mercato, segue l’esempio di Apple abbattendo formidabilmente i prezzi. Apple potrà continuare a vendere ai prezzi attuali solo grazie al sistema operativo che monta nelle sue macchine.
Quello che appare incontrovertibile, ma determinante, è che la differenza discriminante sul prezzo dei nuovi computer è sempre meno l’hardware e sempre più il software e che la vera sfida dei Minibook risiede proprio in Linux, non solo come sistema operativo, ma ancor più come il bagaglio di software più o meno gratuito che lo accompagna (emblematica l’installazione di Edubuntu).
In definitiva, però, se anche i desktop crescono di misure, è anche vero che scendono impressionantemente di vendite: sempre più aziende sostituiscono i computer da scrivania con altrettanti versatili notebook. Domani, per i mobile worker non saranno improbabili altrettanti Minibook.

Personalmente trovo che la scelta di un Minibook dipenda innanzitutto da come uno scelga di andare in giro e poi da quello che vuole farci.
A me, ad esempio, dà proprio fastidio l’idea di viaggiare con due borse. Io sono uno di quelli che per tenere la sua roba ha bisogno di una piccola borsa, uno zainetto di modeste dimensioni in cui mettere tutto quello che può servirmi: il portafogli, quello per le varie tessere e carte di credito, penne, matite, taccuino e così via. Per me il computer portatile dev’essere esattamente come uno di questi oggetti. Non devo decidere che lo userò prima di uscire di casa con un’apposita borsa per il notebook nel caso che ne abbia bisogno, quando il più delle volte non è così. Certo, se so che mi toccherà fare un lavoro lungo con molti programmi dedicati mi porterò dietro quell’ufficio ambulante che è il mio Powerbook 12“, ma questo non capita spesso. Non capita di rado, peraltro, che mi trovi ad usare il tempo per scrivere un articolo o per completare un lavoro. Molti di questi archivi ce li ho in rete, spesso in un documento su Google Docs. In simili occasioni il Minibook o Netbook che lo si voglia chiamare diventa provvidenziale.

Il Minibook è dunque questione di abbigliamento. La scoperta dell’Asus EEE PC ha fatto sì che potessi avere sempre con me al prezzo di un chilo in più un computer dentro il mio borsello. Ho degli amici che viaggiano in scooter e lo riescono a tenere in una tascona della giacca da moto: viaggiano con un computer senza dovere usare la benché minima borsa.

Arriviamo però a questo punto a toccare la questione dell’ergonomia dell’oggetto che è strettamente collegata a quella del tipo di uso a cui è destinato. Si può infatti distinguere due tipi di utilizzo: quello del Netbook e quello del Minibook.
L’uso come Netbook è probabilmente il più diffuso, perché sempre più persone usano il computer per collegarsi ad Internet, per guardare la posta, accedere ai siti di cui sentono la necessità, prendere qualche appunto volante e magari collegarsi con Skype o con il Messenger.
Per costoro un Netbook a 9” (il 7“ ha fatto ormai storia) è il prodotto ideale e probabilmente l’Asus EEE PC 901 sarà sempre il prodotto di riferimento. Adesso che ha anche il Bluetooth e potrà usare il Wi-Max (oltre al nuovo processore e alla memoria ampliata) non avrà rivali, perché le sue dimensioni in lunghezza e in altezza sono le migliori di tutti.
Fra 7 e 9 pollici la differenza è notevole, ma fra 9 e 10 non è così rilevante. Quando un domani l’Acer Apire One avrà anche il modulo HSDPA per cui è stato predisposto incluso potremo dire che ci sarà una comodità in più, ma anche allora il modem USB applicabile all’EEE PC non gli farà mancare nulla.
Per questi casi potremmo parlare di ”priorità di tasca“, intendendo con questo la possibilità di portarlo ovunque con facilità e senza ingombro.

L’Asus EEE PC 901 vince nella categoria dei Netbook a priorità di tasca. Se siete fra questi utilizzatori non prendete altro, almeno per ora.

In questo genere di rapporti arriva poi la categoria di quelli che hanno esigenze ergonomiche più complesse, quelli che il computer lo usano per scriverci, e molto, magari.
Pensiamo ad esempio al giornalista o quello che faccia un’attività simile. Sempre in giro e sempre potenzialmente pronto ad essere sul pezzo il prima possibile per farlo girare il prima possibile, prendendo le informazioni dalle fonti il prima possibile e, soprattutto, scrivendo, scrivendo e scrivendo. Nessun programma complicato, solo un buon word processor e i programmi per Internet. Anche il professional o il manager che approfittano dell’attesa in aeroporto per preparare i verbali delle riunioni o le bozze della presentazione.

Per tutti costoro la portatilità è fondamentale, me non meno della facilità di lavoro. In questi casi il rapporto tasca-tastiera diventa strategico. Hanno bisogno, sì, di qualcosa di piccolo ed efficiente. Per tutti costoro, ai quali mi aggrego a pieno titolo, l’Asus EEE PC, anche se con uno schermo soddisfacente, diventa drammaticamente piccolo. Che cos’è che fa la differenza nelle dimensioni? Certo è lo schermo, ma qui il problema si è risolto con i 9”, ma ancor più la tastiera e il mouse.
Se n’è accorta Acer che ha pensato per il suo One ad una tastiera di dimensioni quasi identiche a quelle di un notebook. Questa miglioria però l’ha potuta realizzare a spese delle dimensioni. Infatti, se l’Aspire One è assimilabile all’EEE PC 901 per altezza, non lo è per larghezza. Qui, infatti, con i suoi 25-26 cm supera persino le misure del modello a 10“ dell’Asus, l’EEE PC 1000 e il 1000H. Quest’ultimo, seppure sia notevolmente più alto, è più contenuto in larghezza, superando di poco il modello 900. Entrambi questi Asus, il 901 e il 1000 hanno migliorato notevolmente il problema del mouse che affliggeva il 701, causando crampi del lillipuziano.
Tuttavia la questione della tastiera non è migliorata.
Considerando quindi il fatto che la tastiera dello One rende comunque meno praticabili la ”vestibilità“ dell’oggetto, con un trackpad del tutto improponibile soprattutto sull’escursione verticale, tanto vale sacrificare del tutto le dimensioni e rivolgersi ai 10”.
Fra questi, il 1000 di Asus non offre veri vantaggi per quel che riguarda la tastiera. È vero che ha tante prestazioni in più, primo fra tutti il disco solido che è il solo modello a montare quando gli altri adottano tutti un classico pesante, lento e di alti consumi hard disc classico da 2,5“, ma la tastiera lascia ancora a desiderare.
Da questo punto di vista, oltre allo One, di cui abbiamo però visto lo svantaggioso rapporto fra larghezza e altezza, a spiccare sono 2 modelli entrambi a 10 pollici.
Il primo e più noto, che abbiamo già potuto ampiamente conoscere dalle recensioni e dai filmati presenti su youtube, è il Wind U100 di MSI. Di questo si può dire che le dimensioni sono molto contenute e la tastiera è ottima, anche se un po’ ”particolare“, mentre il mouse rimane un po’ piccolo, ma comunque più confortevole dell’EEE PC 701 e dell’Aspire One.
hands-on-with-the-ecs-g10il-mini-notebook.jpg
Va citato anche un Minibook meno noto, anche perché della sua uscita in Europa al momento non vi è traccia alcuna. Si tratta del G10IL di ECS.
Oltre al Bluetooth e al Wi-Fi questo modello ha anche l’HSDPA incorporato e le sue dimensioni sono relativamente contenute (26x18x28.5). Il trackpad appare dalle foto e dai filmati il più confortevole e la tastiera non scherza affatto.

Il Wind U100 di MSI vince nella categoria dei Minibook a priorità ergonomica. Almeno fino a che non sapremo qualcosa di più a proposito dell’ECS G10IL.

Per concludere questa analisi dovremo toccare la questione del sistema operativo. Lo faremo nel prossimo post.

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