Effetto Wind: Conoscere e perfezionare MSI U100

Il senso di un Netbook a 10”

Quella dei 9 pollici, o meglio degli 8,9 si è scoperta essere una soglia critica in grado di discriminare fra due categorie di oggetti.

Come ogni soglia, un millimetro spesso fa la differenza – lo ha dimostrato René Thom con la sua teoria matematica delle catastrofi. Qui ballano un paio di centimetri… forse tre, ma la differenza si percepisce a pelle.

Da un lato abbiamo i veri e propri Netbook, ovvero degli handheld, come si diceva una volta, o degli UMPC (Ultra Mobile PC) king size… per dirla diversamente: dei palmari mostruosi, ma pur sempre della famiglia. Dall’altro dei Minibook, ovvero dei Notebook ultra-portatili, alla portata di tutti (mediamente da un terzo a un quinto del più economico dei notebook dagli 11 ai 12 pollici).

La soglia dei super-palmari è segnata dall’EEE PC 90X e dai suoi emuli (dall’Acer, al Dell, allo stesso MSI U90). Quando uscirà l’Acer Aspire One verremo a scoprire anche se l’espansione laterale della tastiera, che anche Asus tende a calcare per il prossimo 904, non sarà stata di troppo per non produrre una fuga in avanti nell’estetica d’uso.

Subito dopo il punto di catastrofe veniamo ad avere un altro tipo di oggetto. L’EEE PC, anche se gli somiglia, si vede a colpo d’occhio che non è parente stretto dei notebook.

Non così è per la categoria dei 10″. Quando apri la scatola ne sei consapevole.

Già quando hai in mano la confezione ti rendi conto che non si è certo investito in fronzoli. Una volta aperta cerchi invano il manuale: solo il lenzuoletto simil-istruzioni classico da stampante. In compenso gioisci perché il software, in particolare XP, non si trova come al solito solo nel disco rigido, pronto ad essere cancellato. I due DVD inclusi comprendono il ripristino della macchina con XP, l’uno, e driver, manuali e programmi aggiuntivi, essenzialmente utilities, l’altro.

Il Wind non ha certo le lucine e i cotillons, ma solo un celophan da mercato, senza neppure fare lo sforzo di metterci una bustina di stoffa come per l’EEE PC 701, che non si faceva pure mancare nessun risparmio. Ora trovarne una non sarà facile anche se su ebay c’è chi ne fa la pre-vendita lasciando intendere che MSI ne metterà in commercio una.

Infine c’è la batteria: lunga, sottile, molto leggera. Per essere fatta così non poteva avere più di 3 celle. Certo, durerà meno, ma solo così il notebook sta sotto il chilo con un profilo esile e grazioso.

Il Wind U100 di MSI è a tutti gli effetti un notebook per quanto lillipuziano.

L’effetto che ne si trae è lo stesso di una di quelle teste di morti ristrette fino allo spasimo dagli indios. Tutto è estremamente piccolo nel Wind, che pure è il primo dei grandi: lo è perché ti ricorda un notebook, non avendo definitivamente più nulla a spartire con l’EEE PC, nonostante, come Dell con i suoi E series, MSI vi si richiami soprannominandoli gli “III” (Innovatiom, Ideation, Integration). Ma anche le 4 F: Freedom to watch, Freedom to go, Freedom to operate, Freedom to play.

E a far sentire tutto meno leggero e meno piccolo gioca indubbiamente la sua parte Windows. Delle dimensioni abbiamo parlato: poco di più! Dei chili no, ma diciamo subito che sarà il più leggero dei 10″, dal momento che pesa persino un po’ meno dell’EEE PC 701.

Ma quel Windows che parte in pompa magna lo trasforma subito in un computer “serio”. Nessuna shell per l’accesso veloce alle funzioni. Icone microscopiche di processi in avvio automatico, desktop, menu di avvio, e così via…

Per questo, la prima cosa che ti invoglia a fare è quella di cambiare sistema operativo.

Già, ma quale usare? Quale potrebbe essere l’OS adatto per questo Minibook

Alla ricerca dell’OS perfetto

Era il primo di luglio quando ho fatto due scoperte in una volta sola: che il Wind era disponibile al negozio di Computercity di Torino e che un giovane spagnolo nel suo ci aveva installato Mac OS. Troppo in una volta sola per non cercare di realizzare le due cose al più presto.

Ho preso in mano il mio Wind e la sensazione era buona: si tiene in mano benissimo, come un’agenda, come, se non meglio dell’Asus EEE PC.

L’ho acceso e dopo la consueta procedura di configurazione è comparsa la schermata di Windows XP.

La mia prima considerazione è stata: che scomodo! In un dispositivo così piccolo, navigare sul desktop e nei menu di avvio non era proprio quello che volevo. Ho avuto subito una botta di nostalgia dell’interfaccia easy dell’EEE PC.

Ho cercato di salvare l’iimagine del disco ancora prima di fare qualsiasi altra cosa usando un apposito programma messo a disposizione da MSI. Dopo un’infinità di tentativi mi sono rassegnato. Il programma non funziona affatto. Poi ho cercato di registrare il prodotto sul sito, ma il database non riconosceva il numero seriale: “non si tratta di un prodotto MSI” diceva la diagnosi.

Ho telefonato all’assistenza italiana e mi è stato detto che dovevo andare a prendere il numero sotto la batteria. Peccato che era uguale. In seguito scoprirò che non avevano ancora allineato i database.

Ho chiesto anche sulle disfunzioni del programma di salvataggio e recupero del disco, ma dopo diversi tentativi hanno ammesso di non conoscerne il funzionamento. Comunque, mi si è detto che l’immagine originaria era contenuta nel DVD di ripristino. Non è del tutto vero, ma abbastanza per ripristinarlo pressocché identico.

Dunque, potevo passare a formattare e ripartizionare il tutto.

Poi ho preso il disco di installazione hacked di Mac OS.

Grande gioia quando ho visto comparire la mela. L’installazione è andata in porto. Il tutto era un po’ lento, ma sopportabile.

Peccato che la rete wireless non funzionasse e con essa molte delle funzioni della macchina, come il bluetooth. Ho provato anche a installare Bootcamp, ma ho scoperto che non era compatibile con il firmware.

Molti programmi nell’installazione non funzionavano proprio e il deterrente definitivo è scattato quando ho scoperto che neppure il motore grafico funzionava a dovere. Ho provato ad installare iWork, ma i programmi, oltre ad essere lentissimi e a non stare nella finestra del display, non si lasciavano usare. Le pagine rimanevano trasparenti e non si attivavano, al punto che si doveva riavviare forzatamente il sistema.

Qui è scattata la prima rinuncia: addio Leopard!

Ora rimaneva aperta la strada Linux. Non era possibile installare lo Xandros di Asus e dovevo rinunciare al suo splendido Easy Mode.

Ho cercato di sostituirlo con l’Ubuntu Netbook Remix e con il MID, ma non c’erano installazioni adeguate.

Ho ripiegato quandi su gOS del quale ho scoperto esistere una nuova versione, la Spaces.

L’installazione è riuscita perfettamente e devo dire che a tutta prima mi sono innamorato. Era l’interfaccia perfetta per questa macchina. Simile a Leopard, ma molto più veloce, snella ed efficace.

Peccato che anche qui gran parte delle periferiche non funzionassero, in particolare quelle di rete: e a cosa serve un netbook senza rete?! Anche il modem ADSM, così ben riconosciuto da EEE, non veniva riconosciuto..

A questo punto sono passato a fare gli aggiornamenti del sistema, in particolare quello all’Ubuntu (che è il motore di gOS) 8.04 «The Hardy Heron ».

Alla fine della procedura, amara sorpresa; il boot loader grub non aveva altro kernel che un applicativo per testare la memoria. Riprovato: stesso esito.

Ho ricercato su Internet e veniva suggerito di modificare la lista delle sources degli aggiornamenti. Ho provato, ma il risultato era il medesimo.

A guardare in giro il problema era noto: molti ci erano inciampati e nel blog di gOS si suggeriva di aspettare, magari la prossima versione della distro che dovrebbe integrare l’Ubuntu 8.04

Sono passato ad installare eeeXubuntu e ad aggiornarlo con Ubuntu 8.04. Questo sì, funzionava e probabilmente con qualche sforzo sarei riuscito anche a fargli vedere le componenti inattive (probabilmente a causa della diversità di componenti rispetto all’EEE PC per cui era nato), come il wireless. Tuttavia ero ben lontano dalle aspettative di un’interfaccia semplificato e funzionale. Ho provato persino a inserire i repository di gOS per sostituire quell’interfaccia al “motore” di eeeXubuntu come si suggeriva in qualche forum, ma senza alcun successo.

Stanco dopo tre giorni e tre notti di tentativi infruttuosi mi sono rassegnato a tornare all’installazione originaria con il Windows Home dedicato.

Il compromesso migliore

La promessa telefonica del supporto tecnico riguardo al completo e fedele ripristino del sistema originario si è dimostrata molto incompleta.

Quando ho avviato il DVD mi ha chiesto fin da subito quante partizioni volessi. La lista era lunga, ma io ho scelto di avere un unico disco C:.

Dopo una notte di attesa alla mattina ho compreso che questa possibilità non funzionava e solo dopo aver scelto l’originaria configurazione con due partizioni l’nstallazione è andata definitivamente in porto.

Al riavvio però mancavano diverse utility MSI che si erano viste alla prima accensione. Innanzitutto il programma di backup dell’immagine disco. Poco male, diremmo, visto che non funzionava. Anche per le demo di Office e di Symantec Antivirus non ho pianto molto, visto che non le avrei comperate e neppure utilizzate.

Nel DVD di Driver e Utilities neppure sono riuscito a trovare tutto quello che mancava.

Ho provato a cercarle sul sito, ma fra quelle poche offerte mancavano quelle che avevo visto all’origine.

Ho scaricato lo scaricabile, a partire dall’aggiornamento del firmware a quello del BIOS che in realtà non hanno aggiornato un bel niente perché richiedono una procedura da DOS non spiegata.

Poi ho deciso che in fondo avrei preso questo Windows per renderlo quanto più pratico e leggero potevo, in conformità con la tipologia di prodotto con cui avevo a che fare.

Ecco dunque di quali programmi ho deciso di dotarmi.

Prima di tutto avevo bisogno di un browser migliore del MS Explorer 6.

Così mi sono procurato Firefox 3. Più avanti, il Windows Update mi ha consentito di scaricare anche Explorer 7.

Con i browser mi sono sentito soddisfatto. Non altrettanto potevo dire riguardo al programma di posta. In più mi mancava un PIM.

Mi sono così rivolto a Spicebird di Synovel. Al primo colpo d’occhio nulla da dire: un prodotto molto buono, che metteva assieme i diversi progetti di Mozilla senza dimenticare Instant Messenger (a dire il vero solo il Jabber di Google), Newsgroup e RSS. Peccato che, a fronte di un’installazione efficace delle caselle Gmail, i miei pop di Aruba non si vedevano pur essendoci.

Sono così tornato alle origini ed ho soddisfatto il mio bisogno devo dire benissimo grazie all’installazione combinata di Thunderbird e del componente aggiuntivo Lightning. Il look definitivo è ora molto buono.

 

Thunderbird in versione PIM

Thunderbird in versione PIM

Ora mi servivano i programmi di Office e senza grande fantasia ho fatto ricorso alla beta 3 di OpenOffice.org: un ottimo prodotto, anche se un po’ pesante per questa macchina, specie al primo avvio (penso che almeno per i testi aggiungerò Abiword).

Nel mio mondo di riferimento, quello Macintosh, ero tuttavia troppo ben abituato a scrivere con programmi di notebook come MacJournal, Mori o Scrivener. Programmi che nel mondo Windows non esistono, anche perché Windows non ha le core application di Mac che consentono a chi sviluppa di limitarsi alla cornice, in quanto gli elementi interni vengono gestiti dal sistema stesso.

Qui, il meglio che sono riuscito ad ottenere è questo PageFour che sto usando ora per scrivere, ma che non offre nulla più del testo e dell’organizzazione per schede e outline (niente immagini, link, blog, condivisioni ecc…). Meglio che niente e per il momento direi che il suo lavoro lo fa egregiamente.

Ma per avere qualcosa di più robusto e versatile ho deciso di installare anche la mia versione di FileMaker (avevo una release 7.0 che pesa il giusto, è velocissima e completa), da usare, non tanto per i dati, quanto per scrivere ed archiviare articoli e testi vari con foto, link, ecc…).

Al Corel MediaOne incluso nei dischi del computer ho affiancato VLC e iTunes con QuickTime per gestire la multimedialità. Poca cosa rispetto ai programmi presenti su Asus e su Acer Linux, ma sufficiente per le principali necessità.

Non poteva mancare Skype, altrimenti che netobook sarebbe stato e, soprattutto, che cosa me ne sarei fatto della Webcam.

Per tranquillizzare gli avvisi del centro di sicurezza di Windows che a ogni pié sospinto mi ricordavano che non potevo stare tranquillo ho installato l’ottimo antivirus gratuito AVG. Per l’uso che ne faccio, invece, ho deciso che il Firewall di Windows basta e avanza.

Presenti nel disco di installazione, non ho mancato di installare anche WinRAR e WinZIP e, ovviamente, l’immancabile Acrobat Reader che ho provveduto ad aggiornare assieme al plug-in di Flash.

A questo punto ho inserito la chiavetta Huawei E220 di Tre per la connessione HSDPA, all’interno della quale erano inseriti i programmi di gestione per Windows. Li ho installati e ho preso a navigare fin da subito.

Ora potevo dire di avere tutto quello che mi serve. Il computer era leggero (il mio disco C: – programmi e sistema – ora pesa solo 6 GB) e attrezzato di tutti i programmi che servivano a dimensione Netbook, ma non mi poteva ancora far dire di avere finito.

Ora dovevo ottimizzare il sistema e lo spazio del disco.

Mi viene in aiuto un articolo di PCWorld che insegna come installare Windows su un EEE PC e soprattutto su come ottimizzarlo per adattarlo alla configurazione specifica e alle scarse risorse.

Come dicevamo, il Wind funziona con due partizioni e, a meno di non usare Partition Magic o simili per unirle, l’unica strada è quella di sfruttare al meglio il disco D:, generalmente vuoto.

La prima operazione consiste nel trasferimento della memoria virtuale da C: a D:.

Bisognerà selezionare “Risorse del Computer” e, con il tasto destro del mouse, aprire le Proprietà. Si seleziona la scheda Avanzate e, nel box Prestazioni, Impostazioni. Anche qui si sceglie Avanzate e nel box relativo alla Memoria virtuale si clicca su Cambia. Si imposta l’unità C: su “Nessun file di paging” e si Imposta. Quindi si passa a D: e come Dimensioni personalizzate si parte da 1024 MB fino ad un massimo di 2048. Si “Imposta” e si riavvia il sistema.
Così facendo si libera spazio su C: e si velocizza l’intero sistema.

Ora però occorre fare in modo che le cartelle di Documenti di default passino da C: a D: senza dovere ogni volta farlo in due tempi.

Per far questo basta creare una nuova cartella Documenti su D:, selezionare l’icona Documenti sul desktop (se non la vedete aprite Risorse del computer e salite di una cartella) e con il tasto destro selezionare Proprietà. Cliccate su Sposta dalla schermata Destinazione e selezionate la cartella Documenti appena creata su D:. 

Dopo avere spostato la cartella di default per i documenti e modificato il disco per lo swap della memoria virtuale sarà bene ridestinare i files temporanei. Quest’operazione va fatta nell’apposita scheda di preferenze del browser, ma occorre pensare anche ai temporanei di Windows procedendo come segue.

Create una cartella di nome TEMP su D:. Selezionate con il tasto destro Risorse del Computer posizionandovi su Proprietà, e poi Avanzate scegliendo Variabili d’ambiente. Dei due box, uno relativo alle variabili dell’utente e uno per l’intero sistema, modificate una per volta le variabili TEMP e TMP in entrambe le caselle e dopo aver cliccato su Modifica impostate come Valore variabile D:\TEMP.

Non bisogna dimenticare l’ingombro di memoria che proviene dalla posta elettronica. Dunque bisogna passare a mettere mano al client che, come ho già detto, per me è Thunderbird modificato con Lightning. Prima di tutto ho impostato il programma perché mi scarichi solo le intestazioni delle varie caselle, lasciando sul server gli originali almeno per 15 giorni. In questo modo non andrò a caricare i consumi del mio modem HSDPA (che è la connessione che uso di più con questo computer destinato ad essere usato quasi sempre a spasso) per ciarpame e spam, riservandomi di scaricare solo quello che mi interessa.
Anche così facendo, tuttavia, la posta non pesa certo poco sul disco e sarà quindi fondamentale, oltre a cancellarla di quando in quando, spostarla sul disco D:.
Non è stato facile scoprire come si fa con Thunderbird, ma la soluzione migliore è questa. Cercare la cartella Profiles di Thunderbird (dovrebbe trovarsi su Risorse del Computer/ C://Documents and Settings/”Nome dell’Account”/Dati applicazioni/Thunderbird – Ricordate che per potere vedere tutte queste cartelle dovete, partendo da una finestra qualsiasi, selezionare Strumenti>Opzioni Cartella>Visualizzazione e spuntare Visualizza Cartelle e Files nascosti). A questo punto potete definire una cartella Thunderbird su D: o dentro una cartella di questo disco e copiare la cartella Profiles qui dentro.
Poi lanciate “Esegui” dal Menu Start e inserite la seguente stringa: “c:\Programmi\Mozilla\Thunderbird\Thunderbird.exe” -p
Vi si aprirà una finestra di dialogo che consente di rinominare, eliminare e creare profili. Createne uno nuovo con il nome che preferite e andate a selezionare come cartella quella contenuta dentro Profiles nel disco D: (in genere ha un nome assurdo come 4aqwxke.default). Elimiate il precedente profilo e chiudete il Profile Manager. Portate nel cestino la cartella Profiles contenuta su D:, ma prima di svuotare il cestino aprite Thunderbird e verificate che tutto funzioni – se così non fosse, riprovate senza svuotare il cestino e, se proprio non doveste riuscirci, riportate la vecchia cartella al posto suo.

Dopo avere pensato alle risorse della memoria, si completerà l’alleggerimento della parte grafica intervenendo prima sulle proprietà dello schermo, selezionando, dopo aver cliccato con il tasto destro in una porzione vuota del desktop, Proprietà e poi la scheda Aspetto. Nel box Finestre e pulsanti selezionate Stile Windows classico al posto di Stile di Windows XP e premete OK.

Per ridurre il consumo di energia potrà essere utile impostare un colore scuro come sfondo del desktop selezionandolo nella scheda omonima (io, personalmente, al prezzo di qualche Kb di RAM in più, preferisco usare alcune delle belle foto scure, come quella di Isabelle Adjani, che si trovano al sito http://www.sensual-arts.com). Nello stesso modo, alla scheda Aspetto si può selezionare una combinazione di colori scura: gli estremisti usino pure una di quelle ad alto contrasto con sfondo nero; altrimenti un buon compromesso lo si ottiene con la “Verde Mare”, magari andando su avanzate per scurire ancor più lo sfondo della finestra, ad esempio con il colore in basso a sinistra).
Ricordiamo che da questa finestra si possono anche ingrandire o rimpicciolire le dimensioni dei caratteri fino a incontrare quello che va meglio per la vostra vista.

Andando invece nella scheda Impostazioni, si potrà abbassare la quantità di colori per portarla a 16bit che per questo tipo di macchina è perfino superiore alle necessità obiettive. In questo modo si alleggerirà processore e RAM. Così come un buon risultato lo si otterrà riducendo il numero di caratteri agendo manualmente o attraverso qualche utility ad hoc; in genere i caratteri utili sono quelli che appartengono alle classiche famiglie di font per il web: Arial, Verdana, Times New Roman, Georgia, Courier New, Tahoma, Trbuchet, Comic Sans, Windings e Webdings, oltre – naturamente – alle fonts di sistema. Tutti gli altri caratteri difficilmente serviranno quando userete il vostro Wind.

Anche il menu Start può essere fatto dimagrire per ottenere il meglio riducendo al minimo il numero di icone e opzioni visualizzate. Cliccando con il tasto destro sulla barra delle applicazioni (in un punto vuoto della striscia a fianco del pulsante Start) selezionate Proprietà e la scheda Menu di avvio. Selezionate, se non lo avete già fatto, il Menu di avvio classico e poi Personalizza. Volendo si può deselezionare Visualizza Esegui, ma a me personalmente serve, mentre trovo molto pratico “Mostra icone piccole nel menu di avvio” e l’espansione del maggior numero di menu possibili, come Programmi, Pannello di controllo, Documenti. Dalla barra delle applicazioni si toglie la spunta che “Blocca la barra delle applicazioni” e si “Mostra Avvio veloce” che potrà essere adattato per accedere velocemente alle applicazioni principali. Anche “Nascondi automaticamente ci farà risparmiare prezioso spazio di scrivania.

A proposito poi della scrivania, sia per ragioni di ingombro che per non appesantire RAM e CPU, conviene non avere icone di ogni sorta. Le icone dei Documenti, delle Risorse del Computer e così via le trascinate sulla barra di Avvio veloce. Poi create una cartella di appoggio in quella destinata ai documenti posta su D: (potete, ad esempio chiamarla “Appoggio”) e, trascinandola con il tasto destro sulla scrivania, scegliete “Crea collegamento” (ricordandovi che quando trascinate qui qualcosa dal desktop dovrete farlo con il tasto destro scegliendo poi la voce “Sposta qui”, altrimenti con il sinistro non fareste che delle copie.

Ripulito in questo modo, il mio desktop appare così:

 

La scrivania di Windows XP sul mio MSI Wind

La scrivania di Windows XP sul mio MSI Wind

Sarà utile anche attivare la Sospensione dal Pannello Opzioni risparmio energia, così da ridurre lo spreco di energia al riavvio del computer e, nello stesso pannello, in Avanzate, scegliere i comportamenti che vanno realizzati nelle varie situazioni (tasto di spegnimento, chiusura dello schermo e così via) ricordando che per mettere il sleep il computer basta usare la combinazione di tasti Fn+F12.

Così organizzato, Windows potrà risultare più leggero di molti Linux e la dispendiosità del sistema a scrivania verrà ridotta in maniera tollerabile.

Il quadro generale

Dell’MSI Wind U100 è stato anticipato tutto dall’inizio della primavera e in rete si possono trovare tutti i dettagli, compreso le autopsie e le vivisezioni più analitiche.

Essendo che a me tutti quei dati tecnici mi hanno sempre annoiato ve li abbuono in gran parte raccontandovi quello che vedo.

Dei tre colori disponibili, bianco, nero e rosa. Perché? Beh, riguardo al rosa è semplice: magari per una signorina può essere molto trendy e anche chick, seppure un po’ troppo Barbie, ma a me quel colore ricordava solo il sottomarino di un famoso film di Billy Wilder con Cary Grant e Tony Curtis.

Il nero idealmente mi piaceva ma, se come netbook mi sembrava troppo serio, il vero deterrente è stato l’effetto ditate cui quel colore inevitabilmente si presta.

Invece il bianco era nel segno della continuità: con l’EEE PC, innanzitutto, che in Italia ha esordito solo in quella tonalità, ma soprattutto con i miei vecchi iBook G3 e G4.

Devo dire che, almeno prima di accenderlo, un cliente storico fedele ad Apple non può in tutta onestà non venire preso dal look di questo simil-iBook bianco: se al posto della scritta MSI ci fosse stata una mela in trasluce era proprio lui. Quello che più mi ha impressionato è la tastiera: è identica a quella degli iBook bianchi ed altrettanto confortevole.

Il primo elemento positivo, per uno scribacchino come me è proprio questo, la qualità della tastiera: diversa da quella tipica dei notebook PC (che invece ha fatto da modello a quella miniaturizzata di Asus), talmente agevole che mi ha fatto scrivere questo lungo articolo senza mai sbagliare un tasto né fare mai cilecca.

Purtroppo altrettanto non si può dire del trackpad. Oggettivamente non lo si poteva sviluppare più di tanto in verticale, perché il suo margine tocca i tasti; si poteva allargarla un po’ di più invece (ma la mobilità in un trackpad non è quasi mai in orizzontale). Quello che difetta soprattutto sono i tasti che, per essere cliccati, richiedono un movimento ad uncino delle dita. Nonostante questi limiti, non bisogna pensare che sia scomoda come quella dell’Asus 701: questa è molto meglio, ma qualcosa in più lo si poteva comunque fare.

Per il resto sappiamo che il Wind è dotato di Wi-Fi e persino del Bluetooth che non tutti hanno (penso al 701, ma anche all’Acer Aspire One). C’è un lettore di Flash Card che supporta più formati, un hard disk da 2,5″ decisamente veloce, abbastanza comunque da non far rimpiangere i dischi Solid State (SSD). Dello schermo a 10″ abbiamo già detto, ma vale la pena di aggiungere che, oltre alle dimensioni, è molto nitido e luminoso da permettere anche a un presbite come me di lavorare agevolmente senza occhiali. Il pannello del display è a LED e ha a corredo una funziona “Magnifier” per l’ingrandimento degli elementi dello schermo che però non ho ancora capito come funziona visto che il manuale non lo riporta. Esiste anche una funzione turbo automatica che accelera le prestazioni della CPU riconoscendo quando è collegata alla rete elettrica (l’impostazione è da BIOS).

La batteria è a 3 celle per 2 ragioni: la prima è quella di contenere le dimensioni e soprattutto il peso; la seconda è la scarsa disponibilità degli elementi che ha dissuaso un po’ tutti i costruttori a montarne nei modelli acquistati (saranno disponibili come accessori aggiuntivi).

C’è da aggiungere che, almeno rispetto agli EEE PC, la ricarica è velocissima e consente di tornare a lavorare sconnessi prima di quanto non si possa immaginare. La durata complessiva della batteria va dalle 2 ore alle 2,30, a seconda soprattuto del fatto che si stia usando o meno un collegamento wireless.

Il caricabatteria invece è alquanto grossolano: pesante, brutto e scomodo, ha persino un cavo così spesso da ricordare quelli di certi apparecchi alimentati ad alta tensione.

Come accennavo il computer viene offerto senza nessun fronzolo, ma la mancanza di una semplice busta, come quella semplicissima presente persino nell’ EEE PC 701. è particolarmente sgradevole per un computer che dovrebbe poter essere infilato in un borsello o in una borsetta. Senza protezione alcuna farà presto a rigarsi e nessuno prenderebbe questo oggetto per portarlo in un ulteriore zainetto dedicato. Metteremo in conto di farne o farne fare una con una stoffa elastica e resistente.

Se il computer è leggero, bisogna osservare anche che il pezzo del display avrebbe dovuto essere meno pesante, in quanto un’apertura di poco superiore ai 90 gradi tende a farlo ribaltare. D’altronde i perni sono limitati per cui non si potrà aprirlo a 180 gradi, ma neppure a 120.

Se poi si pensa di poter aggiornare il software dal sito del produttore o di trovarvi gli accessori per espanderlo ci si sbaglia di grosso. Nel sito dove si parla di Wind si trovano più che altro pubblicità. La velocità di messa sul mercato è stata probabilmente superiore alle prestazioni della casa che non ha neppure aggiornato il data base dei numeri seriali, al punto che per registrarlo ho dovuto scrivere all’assistenza.

Sempre all’assistenza dovrò rivolgermi per alcuni difetti di gioventù: l’avvio della macchina è difettoso e spesso si spegne appena dopo il logo di MSI. Anche durante il comune lavoro il display subisce di quando in quando degli improvvisi reframing flash di pochi millisecondi, ma comunque abbastanza fastidiosi. A questo si aggiungano fenomeni strani come improvvise schermate blu di Windows seguite da un immediato riavvio e persino un oscuramento dello schermo fermo ad un colore rameico. È probabile che questo si verifichi quando sono collegati dei dongle USB come il modem Huawei. Se dovessero esserci dei problemi di motherboard (ricordo che tutti i netbook hanno il modulo video incorporato e naturalmente non in una scheda a parte), sarà mia cura aggirnare i potenziali acquirenti che mi leggono.

[P.S.: i problemi appena esposti sono noti a MSI e l’assistenza assicura che vengono tutti risolti (non certo la disponibilità dei computer di rete) aggiornando i driver e installando la nuova versione del BIOS. La procedura è alquanto complessa e si trova descritta in un file PPT confidenziale – non linkato direttamente dal sito. Le spiegazioni sono abbastanza complesse e quindi le trovate in un nuovo apposito post…]

 

Un gigabyte di RAM va più che bene per questo processore Atom, che comunque non è così veloce come ci si sarebbe aspettati, anche se le sue prestazioni sono decisamente buone. L’apertura di OpenOffice.org, di Firefox o di Thunderbird è tutt’altro che immediata. Bisogna ricordare che la RAM può essere ampliata con un’ulteriore barretta da 1 GB, ma credo che non ne avrò mai bisogno.

Infine, la scelta di dotare il computer della versione Home di Windows XP va a detrimento delle risorse di rete. La mia rete domestica, assolutamente trasparente per i computer Apple e per i comuni PC con Windows XP Professional, è del tutto invisibile al Wind che invece segnala come non mi sia consentito accedere alle risorse di rete, salvo chiamare l’amministratore di rete (leggi, installare la versione Pro).

Anche il Wi-Fi lascia un po’ a desiderare, seppure non mi sia chiaro quanto in questo giochi l’hardware o il Sistema Operativo (problema che non si riscontra, ad esempio, con un notebook HP con Windows XP Pro).

La Webcam è di discreta qualità, sufficiente di certo per gestire una videoconferenza con Skype (non installato). Il microscopico microfono fa il suo dovere, mentre altrettanto non fanno gli speaker che sono alquanto da farsa, sia per volume che per presenza. Non sarà certo questo il computer con cui ascolterò i miei MP3.

Valutazione complessiva

Nonostante queste note critiche, non sono affatto dispiaciuto del Wind. Anche solo ad armeggiarlo, tenendolo in mano come un’agenda e lavorandoci come con un ingombrante notebook ho tutto quello che volevo.

Certo la macchina è molto meno sorprendente dell’EEE PC che ha aperto i battenti al genere. Forse la gente non si stupirà a trovarselo in mano come con il 701, ma voi vi troverete molto più a vostro agio ad utilizzarlo. Sembra un notebook piuttosto comune, anche se molto piccolo al punto che darà la sensazione di una certa fragilità che invece non dimostra.

Lo considero un ottimo acquisto per i suoi 400 euro scarsi. Aggiungendo poco di più avrei avuto un notebook. Niente di portatile né di leggero, però, e neppure di miniaturizzato: piuttosto dei baracconi scomodi dalle prestazioni simili e avvantaggiati a malapena da un quasi inutile lettore-masterizzatore di CD-DVD. Bisogna comunque dire che non farete male a procurarvene uno di esterno, soprattutto per caricare il software quando serve; meno per vedere filmati o ascoltare musica. Per avere qualcosa di simile a 11 o 12 pollici costruito abbastanza bene, leggero e completo fino a ieri avrei dovuto spendere da 4 volte in su.

Fra non molto uscirà una versione SUSE che farà risparmiare una cinquantina di euro, ma personalmente una distro Linux come questa di Novel la trovo ancora più pesante di questo Windows XP alleggerito a dovere.

Se un giorno gOS funzionerà a dovere, oppure se dovesse uscire una versione ISO efficiente di Ubuntu Netbook Remix è possibile che prenda in considerazione l’idea di installarlo di nuovo. Per ora mi va bene anche così.

Ecco infine a chi mi sento di consigliarne l’acquisto e a chi no.

Wind U100:

È perfetto per chi:

  • non può rinunciare a un notebook, reputando un netbook troppo limitato per le proprie necessità
  • non può fare a meno di Windows
  • scrive molto e vuole un’ottima tastiera
  • con un netbook ci vede poco ed è costretto a usare gli occhiali
  • cerca un buon compromesso fra usabilità, visibilità e portabilità
  • ama il look iBook di Apple.

Va meno bene per chi:

  • vuole portabilità estrema
  • vuole essere all’ultimo grido in fatto di “vestibilità” e tendenza.

Un ultima indicazione. Rispetto ad altri Netbook Wind è decisamente completo. Tuttavia vi sono degli accessori che sarà bene avere. Alcuni magari li avete già in casa, mentre altri non sono ancora reperibili:

  • Un masterizzatore – o quanto meno un lettore – DVD esterno
  • Un modem HSDPA e una relativa scheda per la connessione ad Internet
  • Una batteria di riserva, magari a 6 celle
  • Per chi viaggia, un carica batteria da auto o un adattatore per aereo
  • Per molti infine potrà essere utile un mouse esterno come uno di quelli consigliati nei post precedenti.
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26 commenti

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26 risposte a “Effetto Wind: Conoscere e perfezionare MSI U100

  1. ivano

    cavolo complimenti!! che recensione con i fiocchi..molto pertinente l’incipit sulla teoria delle catastrofi;) Ad ogni modo pensavo che linux ci andasse senza troppi problemi con un kernel 2.4 ed una slack o deb minimale..personalmente doverci mettere windows rappresenta per me una grossa barriera all’entrata. ma un dual boot con un linux non ancora funzionante…lo consiglieresti?(o una virtual box dotandolo di 2 giga) Inoltre una cosa che non considera nessuno è che, forse, con linux è possibile customizzare più facilmente lo schermo per lanciare applicazioni con font più grandi con scioltezza, inoltre considerando la possibilità di poter sfruttare la linea di comando grazie alle opportunity offerte dalla tastiera, switchare su 4 desktop, e sfruttare un xterm dai caratteri giganti rendono, amio avviso linux irrinunciabile, oltre che necessario. Se facessero una versione di base compilata alla gentoo, invece che il parco giochi di suse… skizzerebbe

  2. swn

    Il tipo di questo forum sembra trovarsi bene con Leopard sull’ U100 e dal video che ha fatto non mi sembra tanto male ( a parte la scheda wifi nativa che non viene riconosciuta ) :

    http://www.modaco.com/content/asus-eee-pc-http-www-eeeasy-com/270099/pauls-complete-guide-to-installing-osx-leopard-on-your-msi-wind-advent-4211/

    Oltre ad insanelymac forum , qui si trovano altre dritte :

    http://forums.msiwind.net/mac-f32/?sid=19caf32ba459e66cd3240b7388707143

    Magari ti ritorna la voglia di riprovare ….

    🙂

  3. maister

    Sono entrambe osservazioni interessanti, le vostre, che dal punto di vista del “bricoleur” possono essere anche stimolanti.
    Personalmente, un po’ in tema con il blog, sono più attento all’usabilità dei netbook. In questo caso, partendo dal Mac, a installare Leopard ci si può anche divertire, ma quando poi devi usarlo ti tocca tornare indietro. Ho anche visto su youtube delle belle performances, ma i limiti non sono pochi, infatti l’autore del test poi commenta “Once I realised this I restore the MSI Wind back to Windows XP and deleted and threw out the copy of 10.5.2 I had. I had no idea it was a hacked version. I am sorry, I will buy an iPhone and ask for Apple to forgive me. I hope they are understanding. They are usually nice aren’t they?”
    Insomma, quando compri un netbook poi vorresti anche usarlo in giro e quindi hai bisogno dei tuoi programmi e di tutti i devices. Adesso c’è anche un aggiornamento “kalyway_10.5.3_ComboUpdate” che potrebbe superare qualche problema, ma secondo me è ancora presto per aspettarsi un sistema performante. Ad esempio, se installo iLife e iWork vorrei che funzionassero: se non funzionano per me non è ancora Mac OS.
    Magari quando mi verrà una crisi esistenziale farò un ghost di questo Windows e riproverò Mac: per ora mi serve da usarlo.
    😉
    Una risposta simile anche per la questione Linux: non voglio fare competizioni fra Linux e Windows. Piuttosto, fra interfacce a desktop e a “pulsanti”.
    Sono convinto che Ubuntu 8.04 sia un ottimo sistema e che funzioni benissimo su Wind. Penso solo che su una macchina così piccola sia più castigato di XP: ad esempio le menulet (le icone sul menu) finiscono per accavallarsi e mettere le mani sul sistema mi sembra complesso.
    Questione di gusti e se dovessi considerare il Wind il terminale principale del mio sistema certo preferirei Ubuntu. Un XP leggero con il minimo indispensabile di programmi e pochi grattacapi per la configurazione dei devices mi sembra possa essere ancora il compromesso migliore.
    Certo che se ti capita di guardare gOS “http://thinkgos.com” lì avresti i vantaggi della robustezza uniti a quelli di un ottima interfaccia.
    Peccato che il kernel e i driver che usa non facciano lavorare a dovere la macchina.
    Credo che l’interfaccia migliore sarà quella di Ubuntu Netbook Remix “http://www.canonical.com/netbooks”, che per ora però non è ancora pronta e addirittura non ne si prevede neppure una iso, ma solo dei kit OEM per produttori di macchine.

    Sono convinto che con il tempo, che sia Mac OS X o, più verosimilmente, Ubuntu Netbook Remix o gOS, un altro sistema girerà sul mio Wind, ma per il momento l’XP configurato come mostro nel pezzo vi assicuro che non va niente male: è più leggero e veloce degli altri provati e fa funzionare tutto. Sempre a patto di non usarlo come il computer principale: ossia non installare niente più di quello che ho messo.

    Chiudo con un’altra considerazione: sembra che Apple abbia commissionato un’infinità di componenti da notebook in Asia: forse arriveranno prima delle macchine leggere di Apple di quanto non arrivi l’hacking perfetto di Leopard. Fra l’altro si dovrebbero a giorni trovare delle chiavette con le istruzioni EFI per installare Leopard nativo…
    Stiamo a vedere.
    Ciao e grazie.

  4. ivano

    Maister
    >Sono entrambe osservazioni interessanti,le
    >vostre, che dal punto divistadel“bricoleur”
    >possono essere anche stimolanti.

    Adoro Lévi-Strauss.
    Riguardo le iconcine che si sovrappongono in Ubuntu, vorrei aggiungere, che esistono tantissimi ambienti X e windows manager diversi in linux. Ad esempio con fluxbox, enlightnement, o kde è possibile personalizzare moltissimo le impostazioni,
    inoltre mentre il codice linux è aperto ad un facile sviluppo apposito per un sistema subnotebook, lo stesso non può succedere per Xp. Beh, scusa lo sfogo, ma io se non uso linux (Slackware) proprio non sono a mio agio e l’idea del subnotebok è nata per linux,
    non vedo perchè dopo anni di sofferenze per avere un laptop senza licenza microsoft da pagare, quando nasce un’idea pensata per linux(cioè i subnotebook), non solo li vendano con sistemi proprietari, ma finiscano anche per stravolgere, con accordi taciti, la possibilità di metterci su linux, il sistema nativamente pensato!
    Beh scusami di nuovo e speriamo bene..

  5. maister

    “non vedo perchè dopo anni di sofferenze per avere un laptop senza licenza microsoft da pagare, quando nasce un’idea pensata per linux(cioè i subnotebook), non solo li vendano con sistemi proprietari, ma finiscano anche per stravolgere, con accordi taciti, la possibilità di metterci su linux, il sistema nativamente pensato!”

    Non posso che condividere al 10% le tue parole. Infatti da qualche parte nel contratto o nella garanzia c’è proprio scritto che non devi usare altro software all’infuori di “Lui”.
    È disgustoso, ma è proprio così. Poi con questo XP Home sto diventando matto per fargli vedere – penso senza alcuna speranza – la rete di casa: che senso ha.
    Presto lo ucciderò, ma per ora sopporto.
    ;-))

    Sono smanioso di vedere Ubuntu Netbook Remix 8.04.
    Penso che si dovrà aspettare la fine dell’anno.

  6. Pingback: Sorprese da Apple « 3E Linux Life Style

  7. raimondo

    non capisco perché tu abbia voluto installare una eeexubuntu sull’msi. Se l’hardware è diverso (a partire dal processore), non otevi ottenere buoni risultati: se non ho capito male, infatti, eeexubuntu è ottimizzato per lavorare con una risoluzione di schermo inferiore a quella dell’msi e per riconoscere automaticamente periferiche che l’msi non ha. Meglio Xubuntu standard e poi un po’ di lavoro per fargli riconoscere le periferiche.

  8. maister

    Hai ragione anche tu. Effettivamente ho provato anche con Xubuntu e con Ubuntu. La ragione è che avevo trovato un forum dove si spiegava come migrare da eeexubuntu a gOS e speravo di trovare un sistema che lavorasse con le parti di Wind per portarlo all’interfaccia gOS evitando il percorso inverso che, come scrivevo, è risultato impossibile.
    Altrettanti tentativi vani. Ma ormai è storia passata.

  9. enrico

    Rafazzi ma qualcuno di voi ha trovato il carica batterie da auto ??
    Gentilmente potreste dirmi che connettore ha l’alimentatore e le specifiche dell’alimentazione, cosi’ vedo di trovare il caricatore da auto.
    Ciao

  10. Shiba

    “But the Ubuntu team recently released Ubuntu 8.04.1, an incremental update. While this isn’t a major release with a ton of new features, one thing that has been fixed is support for the MSI Wind.”

    http://www.liliputing.com/2008/07/how-to-install-ubuntu-on-msi-wind.html

    Prova a dare un’occhiata, dicono che adesso Ubuntu parta. Sempre in quel link c’è un altro link (:P) dove spiegano anche come compilare i driver per la scheda wireless. Pensavo di comprarlo, ma preferirei sapere in anticipo fino a che punto posso farlo funzionare con Linux. Rispondimi ti prego, terrò d’occhio questo post. °.°

  11. maister

    Devo dirti che il tuo commento arriva a proposito.
    La SOLA cosa che non mi è mai piaciuta e che mi ritrovo nel Wind è Windows.
    L’altro ieri semplicemente navigando mi sono preso un troiano impossibile da debellare e uno dei tanti antispam (e antivirus) che ho usato mi ha rovinato un file di sistema e ho perso tutto (anche perché il disco del Wind non è un’installazione, ma un ripristino). Figurati per uno abituato a Mac OS!
    Così sto cercando di evitare di tornare a Windows. Ho provato quindi il nuovo gOS 3.0 appena uscito che usa Ubuntu 8. Ho cambiato le sorgenti per aggiornare anche Ubuntu. Ho passato la notte a fare tutte le prove possibili, compreso dei tarocchi inenarrabili per fare funzionare bluetooth (riuscito) e la wlan. Quest’ultima, però non ha funzionato in nessun modo: non riesce a riconoscere la scheda, neppure con i driver per Linux forniti da MSI e modificati per debian (Ubuntu). Dopo un giorno di tentativi ci ho rinunciato e ho riprovato con MacOS taroccato, ma neppure questo riconosce la wlan (nonostante le dimostrazioni di youtube che a questo punto, dopo 5 tentativi, non so proprio come siano riusciti a farla funzionare).
    Colgo il tuo suggerimento e proverò con il link che riporti. Spero di poterti fare sapere qualcosa per domani sera o al più tardi dopodomani mattina.
    Grazie.

  12. maister

    Direi che non ci siamo: sempre nessun wireless.
    D’altronde all’indirizzo “http://wiki.msiwind.net/index.php/Ubuntu_8.04_Tweaks” trovi:
    “If you would like to have native support for wireless under Ubuntu 8.04.1, your best option at this point is to replace the supplied Realtech RTL8187SE wireless card. Suitable wireless cards can be found for under $30 (new) and the replacement procedure only takes a few minutes to complete.”

  13. maister

    Come non detto.
    Con l’aiuto di alcune dritte abbastanza oscure ho fatto funzionare la Wlan. Ora devo ancora spuntarla con il bluetooth e poi farò un post sull’HowTo.

  14. Shiba

    Grande! 🙂
    Ti segnalo il link in launchpad per tenere d’occhio lo stato del supporto alla scheda WiFi dell’MSI:
    https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/linux-meta/+bug/246141
    A te funziona, ma sembra che qualcuno abbia avuto problemi dopo qualche ora di uso, quindi magari se ti si presentano difficoltà può tornarti utile.

    Per quanto riguarda il bluetooth invece mi dispiace, ma non ho idea di quale potrebbe essere il problema. Tanto più che nella pagina che ti avevo linkato dicono che dovrebbe andare out of the box. Boh 😛

  15. Pingback: MSI Wind: Windows, un divorzio difficile « 3E Linux Life Style

  16. maister

    Ho inserito la mia esperienza con relative procedure nell’ultimo post.
    Fammi sempre sapere.
    Ciao
    Ennio

  17. Pingback: MSI Wind: Ritornando a Windows « 3E Linux Life Style

  18. Andy

    Ottima recensione, complimenti!
    Permettimi di dissentire solo su una cosa: l’unico modo per far diminuire il consumo di energia a uno schermo LCD è quello di diminuirne la luminosità reale…e non quella percepita. Quindi una schermata scura si limita a “filtrare” la luce prodotta dal sistema di illuminazione (in questo caso a led) ma sicuramente non ne diminuisce il consumo.
    Sarebbe come pensare che mettere una coperta sopra una lampada possa servire a risparmiare energia.

  19. maister

    Hai ragione tu. Mi sono probabilmente lasciato condizionare da iniziative come Nerooogle, Blackle o Black Google. Poi adesso ho letto quello che scrive Attivissimo che, in buona sostanza, la pensa come te.
    Grazie.
    e.

  20. maister

    Aggiungo solo che, se è pur vero che lo sfondo scuro non incide sui consumi, lo è anche che da un punto di vista ergonomico affatica molto meno la vista e aiuta la concentrazione su quello che si sta facendo.

  21. nicola

    Salve! Sono Nicola, mi piace il pc e complimenti per la recensione ma forse mi è sfuggito, è possibile inserire le connect card modello express nel wind U100?

    Saluti Nicola.

  22. maister

    Nessun netBook – che io sappia – ha slot per PC Card, men che meno per le nuove Express che oltre Apple non so quante macchine montino.
    Ciao.
    Ennio

  23. lion

    Non credo ancora di aver trovato una recensione con un approccio così dettagliato … grazie !
    Ritornando a quanto scritto: “Comunque, mi si è detto che l’immagine originaria era contenuta nel DVD di ripristino. Non è del tutto vero, ma abbastanza per ripristinarlo pressocché identico.” avrei necessità anch’ io di ripristinare ad XP (sigh!) con la doppia partizione originale ma non sono capace a farlo con il recover DVD … mi dareste un aiuto ? Grazie in anticipo.

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