Non ci è mai piaciuto. Certo, la sua uscita è stata confezionata molto bene: l’idea della sottigliezza, della forma laminare, il fatto che sta dentro una busta…
Di fatto il MacBook Air convinceva poco come computer nomade, perché il peso non era sottile come la forma e soprattutto le dimensioni e la delicatezza imponevano un apposita borsa e tantissima attenzione. La scarsa durata della batteria, l’eccessivo risparmio nelle porte e nelle periferiche in generale, il fatto che la batteria non fosse estraibile e quindi difficilmente sostituibile, che il sistema di accesso alle periferiche in rete con un altro Mac… Infine il prezzo: stratosferico se paragonato alla semplicità dell’oggetto. Non è un caso che nel giro di poco il modello top venisse ribassato di un quinto: 500 dollari.

Poi quando abbiamo potuto prenderlo in mano nei negozi le impressioni iniziali si sono rivelate addirittura ottimistiche. La sensazione al tatto era quella di un computer fatto con le lattine da bevande. Spesso non aveva neppure la stabilità per stare parallelo al tavolo e ad afferrarlo ti veniva da pensare che avrebbe potuto rovinarsi da un momento all’altro.

Ma come al solito i partigiani della mela, entusiasti del design a tutti i costi, affermavano che le critiche non erano giustificate, che si trattava di un ottimo computer.

Adesso, però, a conferma delle sensazioni, molti dei pochi esemplari venduti, come documentato dalla stessa Engadget che è stata una delle vittime, manifestano un grave problema che dimostra l’inconsistenza costruttiva del MacBook Air.
Dopo un uso neppure eccessivo, i cardini si rompono.
Le vittime della frattura contano nella garanzia Apple la quale nega ogni responsabilità, attribuendola all’utilizzatore (l’unica eccezione viene fatta per Engadget come forma di cortesia personale) che si trova a dover sborsare di tasca propria una cifra corrispondente alla metà del valore d’acquisto nel caso più felice e comunque equivalente al triplo del valore di un netbook medio.

È arrivato forse finalmente il momento di decretare il MacBook Air come l’ultimo flop di Cupertino? Di rubricarlo assieme allo sfortunato Cube, o meglio ancora al Pippin, al PowerBook 5300 e soprattutto al primo Portable?

Penso che sia altrettanto vero che il fatto che sia giunta per Apple l’ora di farci vedere un vero netbook, fatto come solo Apple può essere in grado di fare, dimostrando che, seppure un po’ più alti della media, sa anche tenere i prezzi accettabilmente bassi.

da VadeMACum

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