Bios: la bugia della semplicità

Quelli che oggi siamo soliti chiamare impropriamente netbook hanno visto il loro primo successo grazie ad un piccolo portatile della Asus che si chiamava – e si chiama ancora – EEE PC, dove le tre E stanno per Easy. Questo per dire che queste macchine sono connotate per essere tre volte semplici.

La semplicità è già venuta meno con il ripiego dallo Xandros easy mode al Windows. Anche le altre marche puntano per questo settore alla semplicità, all’immediatezza e alla possibilità di creare una fascia di mercato per i meno esperti.

Ben presto, però, la velocità di uscita dei prodotti finalizzata a non perdere posizione di mercato ha fatto sì che si scoprisse i limiti di realizzazione. Per questa ragione, prima di quanto non si pensasse sono usciti i primi aggiornamenti del Bios. In genere questa è un’operazione delicata che nella maggior parte dei computer non è necessario fare.

Qui invece ci sono macchine che hanno superato la decina di aggiornamenti in meno di metà annata.

Chi è riuscito a non fare soffrire per questa operazione e garantire nello stesso tempo un sistema aggiornato è, manco a dirlo, Apple. Quando Apple deve aggiornare il firmware lo fa da “Aggiornamento Software” in modo assolutamente guidato e tale da potere essere realizzato da chiunque legga due righe di istruzioni. Questo senza far correre alcun rischio all’utilizzatore.

I primi EEE PC di Asus con Xandros facevano aggiornare il Bios dal Live Update. All’inizio funzionava tutto bene, ma presto si verificavano difficoltà.

Ci sono invece case che garantiscono l’operazione solo se si portano i computer in assistenza. È il caso della maggior parte degli altri Netbook e anche del vendutissimo Acer Aspire One, come pure del Dell Mini o dell’MSI Wind.

Nella maggior parte dei casi il paradosso è che, a dispetto della distribuzione Linux adottata, l’unico modo possibile consiste nel creare un disco DOS con difficoltà inenarrabili, specie se non si è in possesso di macchine Windows e ancor peggio se si vuole utilizzare un pen drive.

Occorre scaricare FreeDos, poi usare programmi ostici per rendere avviabile il pen drive e poi ancora installare il DOS nel drive scelto individuando che lettera abbia il disco e poi riavviare la macchina, collegata alla rete elettrica, facendo scegliere come disco d’avvio quello appena creato e poi procedere con l’operazione senza interromperla altrimenti son guai.

D’altro canto in molte macchine neppure queste istruzioni sono sufficienti e, come del caso dell’Acer, ci si dovrà peritare a introdurre una combinazione di tasti di emergenza, ma neppure così è detto che le cose funzionino.

Insomma, se la macchina vi va bene così non aggiornate il Bios. Ma se, come spesso accade, una periferica non funziona bene, la Wlan è più lenta del dovuto o il display, l’audio o altre funzioni essenziali non rispondono ai vostri requisiti, fatevi il segno della croce ed apprestatevi a maledire il giorno in cui quel vostro amico vi ha consigliato di comprare quel netbook dicendovi che “più facile di così si muore”. Forse lui era uno smanettone, ma voi potreste essere presto morti. Morti di Bios!

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in 3ex Life, Acer Aspire One, Apple, AspireOne, Dell Inspiron Mini, Dell Mini, Hardware, HowTo, MSI Wind, Sicurezza, Software

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...