Quali UNIX per NetBook

Irriducibili fedelissimi della Netbook Linux Life Style, che non vi ridurrete mai a cedere a un Windows qualsiasi per i vostri amati Mini Notebook, che avete visto nascere con l’anima UNIX e non accetterete di vedere morire traditi da un file di registro, avete mai provato a prendere in considerazione una soluzione diversa per la vostra macchina?
Sono quasi sicuro di sì!
Ma quanti sono gli UNIX attualmente disponibili per NetBook.
Proviamo a fare una panoramica sbrigativa.

UNIX senza pinguino

Mac OS X

Il migliore sistema operativo da sempre che da quando ha unito l’ergonomia, l’usabilità, l’innovazione e la creatività del “vecchio” Classic alla robustezza, potenza, stabilità e universalità di UNIX (si tratta di uno UNIX OpenSource battezzato Darwin che utilizza BSD e un kernel originale, lo XNU, che è un kernel ibrido modulare nato dall’unione di Mach e del kernel FreeBSD) non ha paragoni. Per questa ragione, fin dal primo netbook si è aperta la gara a farlo funzionare su queste macchine in attesa che la Apple stessa dia la sua interpretazione del netbook, possibilmente diversa da MacBook Air. Dopo svariati tentativi più o meno insoddisfacenti, sembra che ora siano riusciti a farlo girare sui Dell. Staremo a vedere.

FreeBSD

Originato dalle specifiche dello UNIX aperto dell’Università di Berkley, si distingue per l’alta modularità che lo rende prestante e attendibile per sicurezza e stabilità tanto per i netbook che per i grandi server come Yahoo. Particolarmente parco di risorse, può tranquillamente occupare poco più di mezzo giga di disco con ampia dotazione ed efficienza. L’installazione non è immediata, ma nemmeno complicata e non mancano le istruzioni guidate nella lingua di Dante che mostrano come farlo funzionare nel piccolissimo EEE PC 701. D’altro canto la sua sobrietà lo rende abbastanza austero e molto meno assistito e ricco di applicazioni di altri sistemi.

Ibridi

Android

Nato dalla costola di Linux, questo progetto targato Google, ma dalla stessa ceduto all’Open Handset Alliance. Il fatto che sia nato per funzionare negli smartphone a partire dal G1 di Google lascia pensare ad una certa agilità e rapidità su tutti i dispositivi mobili a partire dai netbook. Non è un caso che degli attuali 36 membri dell’Alleanza per lo sviluppo di Android siano compresi molti produttori di computer portatili come ASUS, LG, Samsung Electronics, Sony Ericsson, Toshiba. E a breve è previsto il primo netbook Asus funzionante, appunto, con Android in luogo di Xandros Linux.

Palm webOS

Anche questo sistema operativo nasce per gli smartphone, in questo caso per quelli di Palm S.p.A., ma è in piena linea con la filosofia dei netbook. Anzi, si potrebbe dire che è allo stato attuale il prodotto che meglio interpreta l’Internet device predicato da molte compagnie, prima fra tutte Acer. Disegnato per essere usato con dispositivi touchscreen, include diverse applicazioni, tutte basate su tecnologie web come XHTML, JavaScript, and CSS e dovrebbe vedere la luce ufficialmente nella prima metà del 2009 sui Palm Pre.

Le Distro Debian

È di fatto la prima distro e anche il primo sistema operativo per netbook essendo quello che funzionava sotto il primo Asus EEE PC 701. La casa orientale aveva carrozzato questa distribuzione, sviluppo dell’originaria Corel Linux, una Debian che si distingueva per l’ottimo file manager, introducendo una scrivania semplificata, la Easy Mode, che rendeva assolutamente fruibile il proprio prodotto. Per i fanatici del desktop tradizionale era anche possibile attivare la modalità completa con l’interfaccia KDE e molti più programmi che quasi sempre, però, mal si adattavano con il formato dello schermo. È possibile che dietro gli scarsi aggiornamenti possano esserci delle ragioni di natura commerciale, essendo Xandros una delle distribuzioni schiettamente commerciali.
In questo momento si tratta del punto di riferimento di tutte le distribuzioni Linux. Appena uscito EEE PC la comunità ha subito storto il naso per lo Xandros e la prima operazione è stata quella di andare ad installarci Ubuntu. Il successo di questa distro è dovuto essenzialmente all’importanza e al peso rivolto nei confronti dell’esperienza d’uso che ha trovato corrispondenza in un’interfaccia semplice, intuitiva e allo stesso tempo completa e potente grazie all’ottimo riconoscimento e supporto dell’hardware, il parco software esteso e costantemente aggiornato e una serie di strumenti di gestione grafici che la rendono improntata verso l’ambiente desktop. La società Canonical guidata dall’ideatore di Ubuntu, il giovane imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth, gestisce l’evoluzione di Ubuntu in maniera manageriale. Si tratta probabilmente della sola Distribuzione Linux a potere competere con i Sistemi Operativi commerciali, essenzialmente Windows e Macintosh, per dinamicità, innovazione, intraprendenza e attenzione all’utilizzatore. Non è un caso che l’obiettivo di Canonical sia quello di realizzare un prodotto che possa fare concorrenza a Mac OS, rendendolo sempre più simile all’interfaccia di riferimento da sempre. Diversamente dalle altre Distro Ubuntu usa sia Gnome (Ubuntu) che KDE (Kubuntu) e anche Xfce (Xubuntu), quast’ultima in particolare merita una certa attenzione per la velocità e la leggerezza nell’impegno di memoria e di processore.
Si può parlare di una prima e di una seconda generazioni di distro Ubuntu per NetBook, in relazione all’esplicito ingresso di Canonical nello sviluppo dedicato.
Gli Ubuntu di prima generazione
Si tratta dei sistemi operativi per netbook (essenzialmente per EEE PC, il 701) preparati da sviluppatori indipendenti che adattavano le diverse Ubuntu per ottimizzarle alle dimensioni, alle risorse e in generale alle caratteristiche dell’EEE PC.

Sobrio e leggero, ma non particolarmente performante, con interfaccia a scrivania, utilizza il desktop manager Gnome, come nella più pura tradizione ubuntu. Oggi esiste una versione NBR che va a confluire nei pacchetti di nuova generazione.
Si tratta della versione per EEE PC dell’Ubuntu che usa il desktop manager Xfce, dei tre sicuramente il più veloce e leggero. Non altrettanto seducente per l’estetica (ma a chi importa in un 7″?) e con meno programmi dedicati. Ovviamente si tratta sempre di un’interfaccia a scrivania e lo scarso interesse ha disincentivato l’evoluzione di una NBR (salvo per chi l’ha adattata di persona).
Qualcuno aveva preparato anche un’installazione del Destop Manager KDE denominata EEEkubuntu, ma non vale la pena di riportarla.
Esiste infine una distribuzione di Ubuntu per EEE PC che sfrutta la grafica Mint, di LinuxMint: si tratta, manco a dirlo di EEEMint.
Gli Ubuntu di seconda generazione
Quest’estate Canonical ha annunciato che avrebbe realizzato, ma con intenti soprattutto commerciali, una versione specifica per NetBook di Ubuntu. In realtà ne ha realizzate due:
  • una per i cosiddetti MID, una categoria a ponte fra smartphone e netbook che privilegia l’input a touchscreen, la Ubuntu Mobile Internet Device (MID) Edition. Nata per essere sviluppata con i produttori dei dispositivi, (il Q1 Ultra di Samsung con McCaslin e il MIMD di Elettrobit con Menlow), strettamente apparentata con il progetto Moblin lanciato da Intel per lo sviluppo di sistemi operativi leggeri ed efficaci per MID, Ubuntu MID non è disponibile per il download, mentre invece si riescono a trovare le prime alpha di Moblin.
  • l’altra è la Ubuntu NetBook Remix (UNR o NBR), originariamente concepita da Canonical per essere realizzata come sistema modulare per NetBook di diversi produttori. In definitiva, l’unica società ad accogliere la proposta è stata Dell e i Dell Mini sono gli unici NetBook ad essere equipagiati con Ubuntu.
    Tuttavia nel frattempo sono uscite le prime realizzazioni di file iso (immagini disco) realizzati a partire dai sorgenti).
  • A mano a mano che il progetto avanzava anche questi adattamenti miglioravano e ora ci sono diverse distribuzioni per netbook che sfruttano l’interfaccia di Ubuntu NBR.
  • Di uno abbiamo già fatto cenno.  Si tratta di EEEbuntu NetBook Edition.
    Gira e rigira, i prodotti come questi non hanno sensibili differenze.
  • È il caso di Easy Peasy, nato dal progetto Ubuntu EEE.
  • È quello soprattutto del gruppo italiano che ha preparato un Ubuntu per una specifica macchina, l’Acer Aspire One A110, che con il sistema montato dava un sacco di grattacapi e delusioni agli acquirenti, che qui viene recuperata al meglio. Il gruppo tutto italiano che ha realizzato quest’opera ha creato il più famoso Linux4One, che ha brillantemente superato le fasi preliminari, e la versione Light ancora in beta, molto più veloce e leggera grazie al desktop manager lxde , e quindi niente NBR.
  • Tutte queste versioni potrebbero di fatto essere messe in discussione dalla prossima uscita (si paral di ottobre) di Ubuntu 9, denominato Karmik Koala, per cui è prevista anche una versione NBR promessa leggera, robusta e veloce, soprattutto nel processo di boot.
Mi sono trovato ripetutamente ad esprimere la mia simpatia per questa sotto-distro di Ubuntu, caratterizzata da una forte impronta stilistica che si richiama nettamente a due matrici: Google (per l’orientamento radicale alle applicazioni in rete, da GoogleDocs a Skype) e Apple (per il desktop che ricorda tantissimo il finder di Mac OS X). Nato per gestire uno fra i primi emuli dell’EEE PC targato Everex, oggi cerca di percorrere una propria strada originale, comunque fortemente improntata al netbook computing e al clouding computing. Si tratta sicuramente di una delle scelte più originali e dinamiche, specialmente per chi si trova a lavorare prevalentemente con un collegamento ad Internet attivo. Talvolta, tuttavia, possono presentarsi delle incompatibilità con l’hardware utilizzato. Il gruppo di lavoro, per quanto creativo ed efficace, si è trovato in difficoltà a seguire gli sviluppi dell’hardware, da un lato, e delle Ubuntu, dall’altro. Anche per questa ragione sta percorrendo i sentiero innovativo, ma ancora decisamente in salita, del Cloud computing.
Probabilmente la più originale delle Debian indipendenti da Ubuntu e più in generale una delle più intuitive e gradevoli fra tutte le Distro per netbook. A dire il vero non si tratta di una soluzione personalizzata per mini book, ma le caratteristiche che la contraddistinguono sono già di per sé ideali per questi dispositivi. Realizzata da programmatori brasiliani, oltre a fare alla meglio il verso a Mac OS X,  unisce una buona potenza all’economia di risorse. Le macchine con più memoria possono sfruttare al meglio il desktop manager GNOME, mentre le più lente possono adottare XFCE. In entrambi i casi l’occupazione di disco si aggira attorno ai 700 MB. Oltre a questa economia di risorse e all’ottimo ambiente, DreamLinux si distingue per intuitività e facilità d’uso, dotazione di software, sistema di gestione dei pacchetti e solide basi in Debian; mentre non spicca nel supporto alle lingue (nonostante l’italiano sia pienamente presente nell’installazione completa) e nella gestione degli aggiornamenti.

Le altre fork di Debian, come MEPIS, Linspire, Progeny e Libranet non hanno generato adattamenti di qualche interesse per i netbook.

Le Distro Red Hat

Red Hat è stata la prima distribuzione aperta a distinguersi per la validità dell’installazione con un altissimo grado di configurazione ed ha costituito di fatto uno dei principali standard di fork, al punto da mettere in secondo piano radici più consolidate come Debian stessa, dominando pressocché incontrastata fino all’avvento dell’Ubuntu di Canonical che ha riportato in auge la tanto amata dagli esperti, quanto difficile per i newbee, Debian.

Di fatto fra la linea genealogica di RedHat e quella di Debian si è creata una demarcazione tanto netta da far quasi parlare di due mondi Linux. La cosa si complica quando dovessimo prendere in considerazione le compatibilità degli applicativi con i desktop manager, soprattutto fra GNOME e KDE.

Non sono molti i netbook che abbiano fatto ricorso a distribuzioni RPM (dall’estensione dei file di installazione, acronimo di RedHat Packet Manager), dei principali essenzialmente solo l’Aspire One di Acer e il Wind di MSI ed entrambe hanno deviato l’interesse di molti acquirenti verso le versioni Windows. Ciò non toglie che anche per questa radice ci possano essere delle realizzazioni interessanti anche per netbook, come EEEPCLinuxOS. Con il tempo Red Hat è molto meno presente nell’attenzione degli appassionati non-aziendali, stornata dall’emergere del progetto da essa stessa scaturito e sponsorizzato, Fedora. Dall’altro lato, oltre a OpenSUSE, un grande successo riscontrò a suo tempo il progetto francese che usava il fork di Red Hat, Mandrake, soprattutto per la dote di essere rivolto agli utenti meno esperti senza per questo far loro rinunciare alla varietà di applicazioni e alla potenza del motore. Scomparso Mandrake, dalle sue ceneri è rinato nei panni di Mandriva (fusione nominale con la distribuzione Conectiva ) dopo l’acquisito della società americana Lycoris produttrice dell’omonimo sistema operativo. A loro volta, figlio di Mandriva è il NetBook OS EEEPCLinuxOS, come Linpus è una foglia del ramo di Fedora.

Gli RPM preinstallati

Linpus-Acer

Entrambi orientali, forse per questa ragione Acer ha scelto di adottare Linpus Lite per i suoi Aspire One. Si tratta del primo Linux pensato per EEE PC con un’interfaccia simile all’Easy Mode di Asus, con alcuni vantaggi (come la disponibilità dei driver per bluetooth) e non poche cose sgradevoli. Acer ha fatto un grade lavoro di ottimizzazione che ha di fatto stravolto Linpus rendendolo molto migliore (soprattutto grazie alla gestione del secondo slot per le memorie SD che solo per questo lo rendono di fatto ancora irrinunciabile per molti). Purtroppo, gli infiniti aggiornamenti del BIOS e soprattutto dei tanti driver per cui il sistema non era attrezzato, uniti alla pesantissima lentezza degli aggiornamenti e alla scarsità di programmi dedicati hanno fatto disamorare i più del Linux e quindi anche della macchina. A questo proposito un importante recupero si sta verificando grazie a Linux4One, di fatto un nuovo standard per questa macchina, almeno fino alla prossima uscita di Ubuntu 9, Karmik Koala.

SUSE Linux Enterprise Desktop-MSI

La soluzione di MSI, che con i ritardi e le scarse disponibilità di pezzi, ha dimostrato di non credere troppo a Linux, ha adottato la distro più enterprise oriented di Linux, la tedesca SUSE, da molti anni ormai passata a Novell. Indiscutibilmente la più robusta delle scelte quanto a gestione dell’hardware è anche una delle più pesanti e lente, soprattutto nell’avvio. Se dovessimo pensare all’OS per il parco macchine aziondale, soluzione a cui non poche imprese stanno pensando, probabilmente si tratterebbe di una delle più indicate, se non della più consigliabile. Ma per l’utilizzatore finale di un oggetto “smart” e “cool” (leggi giovanile), lascia non poco a desiderare.

I figli indipendenti 
 

  

Reincarnazione di libera distribuzione dello storico Red Hat (quest’ultimo consolidato come versione commerciale), oltre ad un’adattamento della versione 8 battezzato senza troppa originalità eeedora, si trova nella versione 10, già adattata per lavorare con l’EEE PC, mentre è disponibile la pre-release della nuova versione, una dispari, Fedora 11, in cui queste potenzialità dovrebbero essere estese anche per altri NetBook.
In ultima, il principale contributo di Fedora ai NetBook è costituito dallo sfruttamento della sua architettura da parte di Linpus, a sua volta ottimizzato da Acer nell’Aspire One.

 

 

 

Mandriva 2008.1 “Spring”

Erede evoluto del mitico Mandrake, come si diceva prima, Mandriva conserva un ottima reputazione nel mondo Linux, soprattutto in quell’oltr’Alpe.  L’ultima versione è ottimizzata per NetBook (screenshot), nella fattispecie soprattutto per gli EEE PC. Presente con tre abiti: il tradizionale KDE 3.5.9 e 4.0.3, il creativo GNOME 2.22 e sportattutto la scheggia XFCE 4.4.2. Proprio con quest’ultimo Desktop Manager ha ottenuto il primato nei tempi di avvio dei computer, al punto da spingere quelli di Linux4One a imitarli nella versione Lite del loro sistema operativo.

Probabilmente la migliore distribuzione per NetBook figlia di Red Hat è questo EEEPCLinuxOS. Adattamento di PCLinuxOS, l’evoluzione della componenente di semplificazione presente nella missione originaria di Mandrake, si fa forte della facilità assistita con cui è concepito il sistema madre, anche se l’installazione, come nella maggior parte di questi sistemi indipendenti per NetBook, proprio-proprio immediata non è.

L’alta capacità di riconoscere l’hardware, l’aggiornamento trasparente senza sostituzioni e l’immediatezza d’uso e di amministrazione si accordano molto bene con la filosofia Easy originaria di Asus, tant’è che per EEEPCLinuxOS è stato concepito un apposito desktop Easy Mode direttamente derivato dallo Xandros Linux di Asus EEE PC.

 

Indicazioni
Per essere sempre aggiornati sulle nuove uscite, non dimenticate di consultare sempre il sito LinuxTracker.
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