Dopo i netbook

Un termine infelice che genera grattacapi anche in seguito alla rivendicazione di PSION, quello di NetBook.

Dopo lo scarso successo dell’esordio di Linux da parte di un mercato abituato alle finestre di Microsoft e soprattutto in seguito al debole interesse dei produttori nel proporre prodotti a scarso margine di profitto, sembra proprio di vedere oscurare il sogno della semplicità a basso costo inaugurato da Asus con il primo EEE PC.

A che cosa assisteremo a partire dalla seconda metà dell’anno e probabilmente come trend per quelli a venire?

Di sicuro il fenomeno netbook è stato un’esplosione devastante, ma anche ringiovanente per il mercato asfittico dei personal computer e dei notebook.

Il primo effetto è quello della progressiva scomparsa dei desktop, relegati al mercato delle applicazioni esigenti per necessità professionali particolari o per i videogiochi da appassionati: ormai un desktop costa come, se non più caro di un notebook.

Ci si è poi accorti che i portatili in commercio tutto erano fuorché “portatili”. Il settore degli schermi piccoli che sembrava trovare poco interesse nei venditori al punto da farli costare un patrimonio, torna in auge e con esso la portatilità. Grazie alle nuove batterie e alle schede con processori a basso consumo, i nuovi notebook convincono molto di più dei “trasportabili” da 3-4 chili.

Infine, questi MiniBook hanno convinto tutti dell’esigenza di prodotti diversi dal comune notebook ristretto.

I nuovi Acer 751 sono prossimi all’uscita.  Il prezzo sarà simile a quello dei notebook in commercio (ossia attorno ai 700 euro). Dell sembra pronta a sfornare un concorrente a basso costo (attorno ai 400 dollari), dopo la discutibile proposta di Adamo dal prezzo esorbitante. Pare infine che Apple possa proporre un MacBook a basso prezzo (ci credo quando lo vedo) come compromesso alla scelta di non volere produrre un proprio netbook.

Dall’altro lato, Sony ha proposto un dispositivo, il discutibile Pocket Vaio serie P, che richiama un prototipo circolante in rete e falsamente attribuito a Lenovo che forse potrebbe fare da modello per questo segmento dei piccolissimi.

Prototipo di Tablet NetBook

Prototipo di Tablet NetBook

Prototipo di Tablet NetBook

Prototipo di Tablet NetBook

Un settore che fa pensare ai MID, ma che molto probabilmente ha come punto di riferimento gli iTouch, ovvero l’iPhone, ma soprattutto l’iPod Touch e i nuovi prodotti di Apple che pare saranno annunciati il prossimo mese.

Notebook leggerissimi, di grande autonomia, esteticamente attraenti per professionisti ma a prezzi contenuti, tutt’altro che economici che sostituiscono gli ingombranti notebook del supermercato, da un lato, e dispositivi ultramobili per la consultazione e l’uso sintetico, di ottima fattura, originalità di forme e ingegnerizzazione e alta usabilità per tutte le età e localizzazione per la grande distribuzione, sul modello del MID o iPhone-line, dall’altro.

Questi saranno gli eredi della gloriosa parentesi dell’Easy PC, alias netbook o MiniBook (come li abbiamo chiamati noi).

Annunci

3 commenti

Archiviato in 3ex Life

3 risposte a “Dopo i netbook

  1. Pingback: Dopo i netbook

  2. I netbook sono nati come ottima idea, poco costosa e abbastanza conveniente, soprattutto viste le esigenze del cosiddetto “utente medio”: chattare, scrivere, navigare.

    Avrebbero potuto rivoluzionare il mercato dei sistemi operativi, grazie alle distribuzioni Gnu/Linux, ma le scelte non sono state adeguate ed hanno peggiorato la situazione: Xandros, Linpus… Ma che sono? Tutte distribuzioni poco funzionali e, a volte, con interfacce arretratissime. È ovvio che a questo punto il cliente voglia rimettere XP, seppur più pesante.

    L’unica azienda a muoversi nella giusta direzione, a parer mio, è stata Dell, che ha offerto una distro a lungo supporto: Ubuntu 8.04. In questo modo l’utente ha trovato innanzi a sé qualcosa di davvero funzionale e semplice da usare, con tutte le caratteristiche attribuili ad un normale pc. Peccato che Dell non si trovi facilmente nei supermercati, anche perchè ritengo l’Inspiron Mini9 il miglior modello di Netbook attualmente, ma non parlo del software 😉

    È vero i portatili hanno smesso di essere portatili, basti pensare, sempre da Dell, i bellissimi XPS che però, nella maggior parte dei casi, devono stare fermi su una scrivania e lavorare solo lì. Inoltre si iniziano a preferirei notebook anche in ambiente lavorativo (purtroppo) e qui si ricercano monitor da almeno 15/17”, cosa che spinge le case produttrici a continuare le vendite senza ridurre eccessivamente i prezzi.

    Ma i netbook non sono da meno: schermi sempre più grandi (sì, iniziare col 7” è stato esagerato) e prezzi sempre maggiori nonostante l’hardware quasi sempre analogo. E a quando i processori ARM?

    Il Pocket Vaio serie P è inadeguato dal punto d vista del software, processore troppo ridotto per quello che deve far girare, ma ottimi il design ed il peso.

    Per quanto riguarda il tablet che proponi invece bè, personalmente ritengo che un monitor del genere sia inadeguato, almeno per le interfacce grafiche a cui siamo abituati. Stesso discorso si potrebbe fare per il Pocket Vaio di cui prima.

    Comunque bell’articolo, complimenti 🙂

  3. Grazie per l’apprezzamento. Io pure mi trovo d’accordo con gran parte del tuo commento. Sull’ultima parte voglio spiegarmi meglio. Io sono di una generazione che pensava che l’alta tecnologia fosse la Lettera 32 di Olivetti. Riceverla quando facevo il liceo fu una conquista. La stessa macchina da scrivere è stata il mio calvario quando ho preparato le mie 250 pagine di tesi moltiplicate per n volte per tutte le revisioni, le prove e le correzioni.
    Il mio amico che poteva un po’ di più la preparò con il suo clone di Apple II e io morivo d’invidia. Prima di allora chi avrebbe pensato che un computer non era un armadio grande come una stanza pieno di schede perforate inaccessibile alla comunicazione naturale? Altro che mouse: il monitor, innanzi tutto!
    Immaginare un portatile era impossibile. Poi il suono, la grafica… la TV!
    In un decennio quello che l’amico faceva con quel computer lo facevo con una roba grande come un pacchetto di sigarette e oggi con qualcosa di ancora meno “presente” ci telefono, leggo il giornale e tutte le cose che ben sappiamo.
    Tutto questo non perché si sia potenziato e basta, ma soprattutto perché si è re-immaginato l’oggetto e le relazioni con esso che può avere la persona.
    Dalla mia gioventù quando computer = lavoro, professione, magia, oggi informatica = comunicazione, divertimento, creatività per tutti. A pensarci bene la stessa idea di lavoro non è più la stessa. Allora devi pensare ad oggetti meno presenti, meno ingombranti, più ergonomici da portarti dietro e comodi per smanettarci e fare sentire meno il “peso” del lavoro o dell’ufficio. Magari fai il telelavoro o ci scrivi viaggiando. Ieri facevi documenti oggi “powerpoint”…
    La scoperta dell’ultima ora per me è stata che molte delle ragioni per cui uso un computer si riducono ad una consultazione – e non un “lavoro”. Mi sono procurato un iPod Touch e ho scoperto anche un’idea nuova di programmi, belli e fatti a pochissimo prezzo rapidi da usare, per vedere il meteo o per segnarti la lista della spesa tenendolo nel portafoglio senza dovere accendere nulla.

    Con i netbook non è stata introdotta quasi nessuna idea nuova. Facile dire che sono oggetti nuovi quando, a parte qualche pensata felice, hai solo copiato un notebook in scala ridotta.
    Sia per dare respiro all’industria, che per dare contributi ai clienti occorre fare vedere nuove possibilità d’uso. E questo i netbook non l’hanno fatto. Abbassare i prezzi. E questo l’hanno fatto per poco. Mio zio ha 70 anni e non ha imparato a usare il computer. Oggi gli servirebbe per andare su Internet e poco più. Ho fatto prendere un iPod Touch anche a lui e, senza imparare l’informatica, ci fa tutto quello che dovrebbe farci senza grandi sforzi di apprendimento e si sente miracolato.

    I sistemi operativi sono tutti antiquati: altro che Windows, Linux, Mac OS… dovrebbero essere trasparenti e la gente non dovrebbe più sapere che cosa sono almeno altrettanto quanto oggi nessuno programma più in linguaggio macchina e neppure in assembler.

    Da troppo elettronica e informatica hanno smesso di immaginare, pensando che bastasse dare di più e così si è arrivati a Vista con relativa elefantiasi dei componenti.

    Pensa ai videogiochi: come mai non ha vinto la PS3 con tutta la sua potenza che se la sommassimo a quella di XBox non arriverebbe nemmeno a baciare il culo della Nintendo che seppellisce tutti con l’adattamento del solito vecchio Game Boy, ma soprattutto con dei giochi semplici che incontrano la semplicità dei giocatori? Oggi per i giapponesi la vera minaccia arriva dalla semplicità, dall’economicità, dalla trasportabilità e dall’estetica degli iTouch.

    Questo è il senso della separazione che si comincia a percepire, fra l’informatica professionale leggera e “depotenziata” che sia meno presente e meno risucchiante e schiavizzante, da un lato, e degli oggetti consumer facili, belli con idee nuove che ti accompagnino nel quotidiano senza farti neppure immaginare che si tratti, sotto sotto, di gran bei computer.

    Ciao e a presto

    Ennio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...