Poco alla volta prende corpo il profilo dell’itablet

In Apple ci sono profiler di gran lunga superiori di quelli di Criminal Mind. La differenza è che, dove questi si occupano di strampalati assassini, quelli di perfezionamento del rapporto fra design industriale e customer satisfation.

Fino ad oggi tutti si sono occupati di come costruire la copia in miniatura di un notebook piccolo, leggero, all’inizio economico, poi sempre più caro, al punto che anche come l’hanno chiamato – Netbook – è un termine copiato. Anch’io a scuola facevo così: mi facevo dare il disegno tecnico dal compagno, lo appiccicavo al vetro della finestra della prima aula vuota vicina, lo “tracopiavo” e gli mettevo la firma; non per questo ambivo a considerarmi un provetto disegnatore, ma solo uno che, investendo nulla del suo, cercava di cavarsela a fine anno in qualcosa che non sapeva fare!

Lo staff di Jobs si domanda invece: “che tipo di oggetti vorrebbe portarsi dietro la gente che conta? E che cosa sta producendo l’industria che si rivolge al mercato che influenza?”

La risposta non è troppo lontana, visto che la maggior parte di quel mercato la seguono proprio loro. Poi, però, ci sono anche Sony, Amazon, Google…

L’iTablet non sarà un’alternativa al MacBook: sarà quell’iTouch che, prezzo a parte (ipotizziamo un modello da 599$ a 7″ e uno avanzato a 699$), sarà meno comodo, nella tasca non ci starà e per giocare sarà meno pratico, in compenso giochi e film si vedranno meglio e se già si naviga bene con iPod quello sarà perfetto.

Basta ci si dimentichi di usarlo per lavori significativi: sarà soprattutto un dispositivo per la fruizione e non per l’elaborazione.

Fruizione di film e libri, soprattutto; di siti e portali, certo, ma meno di musica, di giochi e di servizio PDA. Resterà comunque il migliore compromesso per lavori itineranti, dal rappresentante al manager al formatore con demo, filmati, proiezioni, manuali, appunti, calendari, bozze, progetti, ma non lunghi testi o complessi fogli elettronici (anche se, essendoci chi ha scritto un libro con un iPaq, con questo ci si potrebbe preparare la Treccani). Non ho difficoltà a pensare che potranno  essere gli studenti a sfruttarlo al meglio – libri, quaderni, diario, messenger, Skype e web tutti lì – ma sarà bene ricordarlo: per quanto gli iTouch stiano diventando sempre più indipendenti, il loro cervello sarà sempre un iTunes sempre più evoluto e quindi ci sarà sempre bisogno di un computer. A quello, però,  si farà ricorso sempre meno frequentemente e un domani non sarà difficile ipotizzare l’esistenza di un solo desktop domestico, magari economico, come un Mac Mini, e una buona rete di storage wi-fi (NAS) usato da tutti in multiutenza (da noi ancora troppo poco sfruttata) soprattutto per i backup e per i lavori di sistemazione.

Detto in altri termini, l’iTablet – o come diavolo si chiamerà – non sarà mai considerato un vero computer, ma, come si diceva una volta, un PC Companion (e decisamente un Mac Companion).

Da vedere ci sarà soltanto se uscirà per Natale o in corrispondenza della data del “vecchio” e ormai soppresso MacWorld Expo di inizio anno. Le idee sono chiare, le componenti sono in casa, ma Apple in queste cose, per quanto incompiuti e troppo innovativi, non vuole rischiare di uscire con dei prodotti sbagliati, perchè vuole farne pochi e che durino molto a lungo.

Pensate agli altri costruttori: hanno talmente tanti modelli e varianti che sono diversi di Stato in Stato e cambiano svariate volte l’anno. Mac Pro, MacBook, iMac, Mac Mini (a loro volta riedizioni del Powermac, Powerbook e iBook, e Performa) sono invece sempre gli stessi prodotti regolarmente aggiornati da circa 10 anni. La famiglia degli iTouch è appena nata e bisogna procedere a colpo sicuro, come si capisce bene dall’intervista di Pogue a Jobs riferita nell’articolo riportato da Macity.

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1 Commento

Archiviato in 3ex Life, Apple, Mercato

Una risposta a “Poco alla volta prende corpo il profilo dell’itablet

  1. Ciao,

    prima di ogni cosa, complimenti per il tuo blog.

    Sono uno sviluppatore italiano (amatoriale) di applicazioni per iPhone / iPod Touch e, avendo realizzato, qualche mese fa, un’applicazione per il “melafonino”, mi chiedevo se fosse possibile presentarla sul tuo blog, con un articolo.

    L’applicazione si chiama Real Drums e consente di trasformare l’iPhone in una batteria musicale portatile, per divertirsi con gli amici.

    Se vuoi avere un’idea dell’applicazione, puoi visitare il mio sito, indicato come website del commento.

    Fammi sapere, così nel caso provvedo a inviarti il materiale occorrente.

    Grazie, anticipatamente!
    iPhoneXCoder

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