Palm HP Hurricane: l’uragano anti-iPad

HP Palm Hurricane sarà probabilmente la prossima puntata del facility after-computer. Non chiamiamolo “tablet”. Le prime puntate di questo cambiamento epocale, anche evitando di rispolverare oggetti del passato come Newton o Quaderno, possiamo individuarle nell’EEEPC di Asus, che siglò la prima tappa del computer facile per gente semplice e a bassi costo, ma quello che seguì somigliava a tutto il resto, anche perché finì per vincere la solita tecno-ideologia e le solite lobby.

Così del netbook non rimasero che moltitudini di notebook lillipuziani.

Il modello che si affermava era l’iPhone; meglio, l’iPod Touch. Tuttavia per anni si chiedeva ad Apple: “quando farete un netbook con la mela”. La prima goffa risposta fu MacBook Air.

Poi venne iPad che, bisogna dirlo, cambiò le carte in tavola al punto che senza neanche un vero prodotto ha mandato in pensione i netbook riducendone il mercato al 3% di pochi mesi prima.

Alla sua uscita iPad, nonostante le vendite record, convince di meno di quanto sembrava. Soprattutto si scopre che per ottenere, non dico altre cose, ma solo quello che promette bisogna accedere al modello superiore che però è ben più caro, non di un netbook, ma anche di un notebook di marca e qualità.

Quali alternative?

A leggere le ultime ricerche sponsorizzate sembrerebbe che in USA Android stia prendendo il sopravvento su iPhone OS. personalmente non ci credo neppure se me lo fanno vedere. Soprattutto si tratta di oggetttu spigolosi per manettoni come i PC!

In Italia nel frattempo è passata quasi inosservata la creatura di importanti esuli di Apple che hanno creato WebOS per il Palm Pre. Un oggetto favoloso per intelligenza, design e scelte tecnologiche, ma che ha sofferto di una pessima carrozzeria e di un ancor peggiore marketing, ben lontano dai sapienti trucchi comunicazionali del genio di Jobs.

Palm boccheggiava al punto che non avrebbe mai potuto sostenere i nuovi Pre. Così HP, il più imponente costruttore del mondo, se l’è comprata per
1,2 miliardi di dollari. Le case della ferramenta almeno da EEEPC in poi hanno scoperti che fare il software e quindi ricerca è molto più complicato che piazzare gli ultimi componenti, ma che è quello che fa la differenza. Snobbando la cosa ci hanno provato tutti facendo però grossi buchi nell’acqua per miliardi, senza combinare di meglio che fare pubblicità gratuita a Jobs & c.

Comprare i risultati di chi ha fatto ricerca è stata la migliore idea di HP, probabilmente migliore dello stesso acquisto di Compaq. WebOS di Palm è un prodotto versatile, leggero e orientato all’utilizzatore.

Lontano dai modelli di sistemi per PC, ma anche più fluido, flessibile e veloce di iPad. Non ha ancora un ecosistema, questo è vero, ma ha anche il linguaggio di programmazione più semplice del momento. Rispetto ad iPhone, Palm Pre si è dimostrato oltre che più duttile sul piano software, con un rapporto qualità / prezzo sul piano delle soluzioni tecnologiche.

Figuriamoci con una rete di fornitori e di processi come HP cosa può succedere. Le uniche armi che potranno usare quelli della concorrenza, cioè Apple e Microsoft, oltre alle infinite battaglie legali cui ci hanno abituato, saranno solo le alleanze: cigno e oca che cercano di strangolare nel nido il brutto anatroccolo con possibili sorprese alla crescita.


Eccoci quindi al paventato Hurricane il cui esordio sarebbe previsto per la tarda estate.

Altro che la miseria di iPad che se vuoi abbastanza memoria per farci stare film e musica – senza peraltro minimamente esagerare – devi prendere il modello che costa il doppio. Che per farti usare il GPS ti obbliga al modello che fa l’occhiolino alle compagnie telefoniche e che sarà ancora più caro. Le cui applicazioni sono meno di quanto si dice e che sono pesanti e spesso locali quando questo tipo di oggetti nasce per il cloud.

Probabilmente Hurricane sarà il primo cloud companion: in fondo la vecchia idea di Sculley e il suo PDA Communicator e qualcosa di simile all’aborto di Fileo della stessa Palm, del vecchio Netbook di PSION, ovviamente di Android, ma anche di alcuni Linux, primo fra tutti gOS.

Solo che questa volta ha tutte le carte per funzionare e anche bene e per sfondare con una certa facilità sia sul consumer che sul business, fino a fare il primo business desiderabile quanto un prodotto fashion consumer.

Insomma, Apple ha dalla sua un ecosistema, ma iPad mi fa storcere il naso: non per le mancanze di estrogeni che lamentano molti, ma per le incongruenze e le ambiguità di target e di soluzione comunicativa.

Avrei voluto prendermi un Palm Pre di dimensioni corrette e soprattutto non di plastica come un coreano da supermercato. Ora aspetterò Hurricane, almeno fino all’autunno, stagione all’inizio della qualle avremo già dovuto vederne girare.

Palm CEO, Jon Rubinstein last year told Slashgear:
“he did tell us that webOS was designed to be a “mobile device OS” rather than solely a smartphone platform, suited to a broad scale of devices up to tablets and even larger. Describing larger-scale touch computing as “an exciting area,” Rubinstein said that Palm were watching the tablet market and that “we – or licensees – could look at entering that in future.” Since we reckon webOS’ interface – especially its background notifications system – bests those of iPhone OS 4.0 or Android, that’s a direction we particularly hope somebody chooses to follow”

Da http://www.9to5mac.com/palm-hp-tablet-hurricane-5982759

— Postato con BlogPress dal mio iPod Touch

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